Assente dalle scene da più di un anno, come tutti gli artisti del mondo dello spettacolo, ma mai ferma perché passioni, quali il ballo, la recitazione, vanno alimentate giorno dopo giorno, anche nel silenzio di una casa, quando le restrizioni anti Covid non ti consentono di fare altro.
Susy Amoruso, 34 anni, originaria di Secondigliano, già dal primo lockdown, ha proposto attraverso i social una serie di performance ricche di riflessioni esistenziali e sullo stesso mondo dell’arte, così dimenticato dai decreti che si sono susseguiti.
Presentatrice di eventi, coreografa, ballerina, attrice, insegnante di fitness, al di là di qualche lezione online, in queste settimane si sta dedicando a progetti artistici che spera di realizzare in futuro.
Pur abitando altrove, Susy è rimasta legata alle botteghe di Secondigliano «dove torno sempre da fedele cliente, consapevole di quella cordialità e di quel clima di festa che percepisco ogni volta vi metto piede».

E’ piccola Susy quando comincia ad appassionarsi alla danza: i primi passi da imitare davanti alla tv, l’iscrizione ad una scuola di danza a 7 anni. «Ricordo – dice – come se fosse ieri il primo giorno in sala, un’emozione fortissima mai svanita negli anni, così come quando ho messo le mani alla sbarra o ho indossato le scarpine da punta».
A 13 anni Susy si tuffa nel mondo della recitazione, un percorso di studi che la porterà ad approfondire un mondo per lei sempre più affascinante: «Ne ho fatti tanti di sacrifici, senza mai considerarli un peso, per realizzare i miei sogni e vivere a pieno l’arte che mi rende me stessa, viva fino in fondo».
Guardando alla Secondigliano di oggi, Susy non nasconde la propria amarezza: «Fino a pochi anni fa si poteva passeggiare in tranquillità. Ora invece regnano degrado e anarchia. Tuttavia non ho mai smesso di sperare in una ripresa del quartiere, dal punto di vista culturale, sociale ed economico, in nome delle persone oneste, la maggioranza che farà sempre la differenza».
