Importante anniversario, nel segno della fede e della spiritualità, per le Suore di Santa Brigida. In occasione del 25esimo anniversario della presenza delle religiose sull’Eremo dei Camaldoli, si è tenuta una solenne celebrazione eucaristica, officiata da monsignor Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, che ha sottolineato come l’eremo, luogo privilegiato dove le suore possono trovare intimità con il Signore, sia un vero e proprio punto di riferimento per la preghiera e la vita contemplativa.
Durante questi 25 anni, le suore di Santa Brigida hanno affrontato sfide, perfezionato la loro vita di preghiera e coltivato il dono della comunione fraterna. Attraverso la loro vita contemplativa, le suore testimoniano il valore del silenzio interiore, della ricerca della verità e della ricerca di Dio come la priorità assoluta nelle loro vite.
In una società sempre più frenetica e distratta, la scelta delle Suore di Santa Brigida sembra essere andata controcorrente, anteponendo il silenzio al caos, la meditazione alla corsa quotidiana. Proprio il loro esempio – ha evidenziato monsignor Battaglia – ci mostra la bellezza e la ricchezza di una vita interamente dedicata a Dio e alla preghiera.
La celebrazione è stata anche l’occasione per commemorare Antonio, una vita improntata al servizio e all’assistenza delle suore che, con il suo impegno quotidiano, “ha incarnato i valori di generosità, umiltà e compassione che sono al cuore del messaggio di Cristo”.
L’eremo, luogo benedetto in cui la solitudine e il silenzio diventano un’intima relazione con Dio, ci insegna che anche nelle situazioni di incomprensione e dolore, possiamo trovare un rifugio nella presenza del Signore. È in quei momenti di solitudine che la nostra intimità con Dio si rafforza e si fa più profonda.
“Riflettendo sulla vita di Antonio – ha sottolineato l’alto prelato – ci rendiamo conto che il vero valore della nostra esistenza risiede nella misura in cui doniamo noi stessi agli altri. L’amore, rappresentato dalla croce, è l’espressione suprema dell’amore di Dio per noi e della nostra risposta a questo amore. Quando mettiamo da parte ciò che ci separa da Dio e facciamo spazio nel nostro cuore a Cristo, la nostra vita assume un significato più profondo”.
Monsignor Battaglia ha, dunque, espresso la più totale vicinanza alle suore per la grave perdita che le ha colpite. “Il coraggio della speranza dagli ultimi, Dio non ama gli esaltati ma gli umili, quando lo incontri ti accorgi che non puoi vivere senza di lui”.
Sono 13 le suore presenti nell’Eremo dei Camaldoli. La più anziana, suor Martina, ha 91 anni. Al cospetto dell’arcivescovo non ha trattenuto le lacrime per la commozione in occasione dell’importante incontro.
Angelo Covino
