La professoressa Alessandra Graziottin (direttrice del Centro di Ginecologia del San Raffaele di Milano) la definì l’ “Alma Mater” della sessuologia italiana; altri l’hanno considerata la prima a definire in modo preciso (e certo) il concetto di identità sessuale; in molti amano sottolineare come fosse stata l’unica relatrice (e docente) capace di parlare a braccio senza slide e dispositivi elettroinformatici. Parliamo di Jole Baldaro Verde, pediatra, sessuologa e scrittrice, nata a Napoli il 19 settemebre 1925.
Si diploma a 17 anni all’Ististuto Magistrale Margherita di Savoia di Salita Pontecorvo, all’università prende la laurea, prima in Lettere, poi in Medicina, con le specializzaizoni in Pediatria e Psicologia.
Diventa assistente presso la cattedra di Pediatria, poi direttrice del Centro di Psicologia. A 37 anni si trasferisce a Genova, anche se questo cambiamento non le impedisce di lavorare presso la Clinica ginecologica dell’Università di Modena. Parliamo dell’inizio degli anni novanta e Jole Baldaro Verde, con conferenze chiare caratterizzate da discorsi semplici, comprensibili anche ai non addetti ai lavori, è la prima a riuscire a parlare di differenze di genere attrraverso la spiegazione di quel sistema caratterizzato da costruzioni culturali, che definiscono i modelli sessuali nelle diverse società e nei diversi momenti storici.
Le esperienze nella psicologia clinica, nella psicologia dell’età evolutiva, nella psicopedagocia e nelle teorie della personalità, fanno della Baldaro Verde una fonte preziosissima di sapere e di informazioni utili ad affrontare in modo pratico, senza retorica e senza le influenze ideologiche, le criticità dei rapporti tra uomo e donna.
Era dotata di grande apertura mentale, amava studiare le dinamiche e la sostanza dei rapporti umani, al fine di esplorare le relazioni tra le persone, per trovare qualcosa di nuovo che potesse illuminrare la via per la soluzione dei problemi.
Napoli le donava l’inclinazione verso l’ottimismo, di chi sapeva studiare anche le situazioni più critiche con il piglio di chi vuole cambiare in positivo senza drammatizzare, senza ansie o preconcetti.
Jole Baldaro Verde ebbe poi la capacità di saper coniugare famiglia e lavoro: il marito era medico, i due avevano quattro figli e una decina di nipoti.
Nel 2004 ricevette il premio di Eccellenza in Medicina, mentre nel 2007, a Sydney, fu insignita del Gold Medal Award.
La Baldaro si occupò, con ammirevole scrupolosità, della salute sessuale delle donne sfidando i preconcetti e i tabù che impedivano l’integrazione tra scienza, cultura e i sogni delle ragazze.
Oggi, con gli ultimi episodi di cronaca, che sottolineano le criticità nei rapporti tra uomini e donne, gli studi e le relazioni di Jole Barladro Verde suonano ancora più importanti e attuali; lei che aveva evidenziato i capanelli d’allarme per le donne, nelle realzioni votate al disastro sentimentale, sessuale e dell’incolumità personale.
La nostra concittadina morì a Genova il 13 giugno 2012, all’età di 87 anni, poche settimane prima aveva ancora partecipato ad un evento scientifico.
Fabio Buffa
