“Un volo solo andata”, nel libro di Simone Torrone un percorso di crescita e resilienza

Si intitola “Un volo solo andata” il primo libro scritto da Simone Torrone, autoprodotto insieme alla Roll’s Entertainment e disponibile su Amazon dal prossimo 13 marzo.

24 anni, nato e cresciuto a Scampia, Simone tre anni fa, dopo aver svolto a Napoli diversi lavori come il promoter, l’operatore di call center e il cameriere, decide di lasciare l’Italia per trasferirsi ad Amsterdam. Troppe opportunità negate, la necessità di dare una svolta alla propria vita, pur mantenendo un legame speciale con il capoluogo campano ed in particolare il suo quartiere dove si era sempre attivato per iniziative sociali.

Simone, consapevole di dover ricominciare da zero, prova un vero e proprio salto nel vuoto, in una realtà completamente differente dove si troverà anche ad affrontare le conseguenze di un lutto insostenibile, come la perdita della madre, figura alla quale è dedicata il testo che contiene anche un’emozionante lettera rivolta alla signora Rosa Nunneri.

Come può il lettore interpretare la tua storia?

«Può essere letto come un libro motivazionale e crescita personale, come una denuncia sulla situazione attuale, dove i giovani sono costretti a trasferirsi all’estero per cercare lavori meglio retribuiti e con situazioni contrattuali che in Italia sono quasi introvabili.

Ma ciò che, più di tutto, ci tenevo a far capire a quelle persone che magari minimizzano un trasferimento all’estero, come una scelta prettamente economica, è che trasferirsi all’estero non è semplice affatto. Sfido chiunque a mettere la propria vita all’interno di una valigia di 21KG. Sfido chiunque a salutare i propri genitori all’aeroporto in lacrime senza sapere quando li rivedrete. E sfido chiunque a mettere a rischio una relazione sentimentale in cerca di un futuro lavorativo più roseo.  Dietro un trasferimento all’estero c’è un mondo di cose di cui non si è a conoscenza».

Dal libro emerge un forte legame con il tuo quartiere e la tua città. Come hai conservato questo rapporto?

«Portando Napoli e la napoletanità nella mia vita quotidiana. Tramite la musica e il caffè, in special modo, mi sento a casa. È come se mi teletrasportassi a casa mia, a Scampia, seduto a tavola insieme a mia mamma mentre c’è il sole fuori che espande i suoi raggi dentro casa.

Hai deciso di dedicare il libro a tua madre …

«E’ lei che mi ha insegnato cosa significa combattere, essere pazienti e amare. E a lei, che continua ad essere al mio fianco, dedico ogni vittoria. A distanza di un anno da quel tremendo giorno, con la pubblicazione di questo libro, spero di renderla ancora una volta fiera di me.

Un ringraziamento speciale alla mia piccerella Aurelia, sempre al mio fianco e ai miei amici Gianmarco e Giuliano Magliulo della Roll’s Entertainment che mi hanno accompagnato in quest’avventura».

Lascia un commento