I bioritratti: Mario Merola il 6 aprile  avrebbe compiuto 90 anni

Il 6 aprile cadrà il 90° anniversario della nascita di Mario Merola, il “Re” indiscusso della sceneggiata napoletana. Nacque infatti nel 1934, al Rione Sant’Erasmo, da papà Giuseppe (Peppe) e da mamma Maddalena (che faceva Esposito di cognome). Dopo uno sfratto, la famiglia di Mario si trasferisce fuori Napoli, per rientrare in città, al Rione Mercato, dove il padre aveva un negozio da ciabattino. Il Merola ragazzino inizia a lavorare consegnando le scarpe ai clienti di papà Peppe, poi passa a fare l’aiuto cuoco e, successivamente, il portuale. A livello calcistico giovanile, Mario ha militato nel Napoli e in altre due società partenopee. Ma fu nel periodo in cui lavorava al porto che iniziò a rendersi conto delle proprie abilità canore: “quando uscivo a scaricare le navi con la mia squadra di lavoro, intrattenevo i miei colleghi cantando canzoni napoletane, così mi accorsi di non essere così male come cantante”, confidò Merola in un’intervista rilasciata a Maurizio Costanzo in un trasmissione Rai degli anni settanta.

Un suo amico, Salvatore, gli confida, “Mario tu tieni l’oro alla gola” e lo aiuta ad  iscriversi ad un provino. “Era un concorso in un teatro napoeltano e vinsi la medaglia d’oro”.

Mario inizia a far diventare il canto il proprio mestiere, a trent’anni sposa Rosa e avrà tre figli, Michele Roberto, Loredana e Francesco. Con la collaborazione del maestro Antonio Esposito, Merola si esibisce nei primi Festival e, grazie al discografico Luciano Rondinella, conosce le sue prime esperienze televisive.  Negli anni settanta inizia la sua esperienza con la Sceneggiata: la prima è “‘A sciurara”, scritta da Vincenzo De Crescenzo, poi “Zappatore”, “Carcerato”, “Lacrime napulitane” e tante altre.

Nel 1973 c’è il debutto nel cinema, con il film “Sgarro alla Camorra”, di Ettore Maria Fizzarotti.

Nel 1978 la crisi del cinema italiano si fa sentire, ma a Napoli c’è una troupe, capeggiata da Ciro Ippolito e da Alfonso Brescia, i quali fanno nascere un nuovo filone con i film “L’ultimo guappo” e “Napoli …serenata calibro 9”.

Le due pellicole battono tutti i record di incassi, sopratutto a Torino, Milano e Roma. In entrambi in film il protagonista è proprio Mario Merola, che si conferma mattatore del grande schermo.

Ma lui si definiva più attore o cantante?

“Sono nato cantatnte, poi mi sono ritrovato attore. Direi che preferisco questo secondo ruolo, anche perchè, quando canto, tendo sempre ad interpretare molto il brano”, confidò a Gigi Marzullo in una puntata di “Mezzanotte e d’intorni”.

Merola muore il 7 novembre 2006, dopo un ricovero ospedaliero al nosocomio di Castellammare di Stabia per un grave problema al cuore.

Sui manifesti funebri si leggeva: “è mancato l’artista del popolo”.

La sua carriera conta oltre cinquanta album in studio, due dal vivo, oltre sessanta raccolte e una miriade di singoli.

Ha recitato in ventuno film per il cinema e due per la Tv.

Nel 1994, cantò al Festival di Sanremo nella compagine canora de “La squadra Italia”, con personalità del mondo della canzone, come Nilla Pizzi e Jimmy Fontana.

Fabio Buffa

Lascia un commento