I bioritratti, Cesare Andrea Bixio: il padre delle colonne sonore italiane

Qualcuno lo definisce “il padre delle colonne sonore italiane”, altri sono certi che sia stato il capostipite della canzone in lingua italiana; certamente Cesare Andrea Bixio ha saputo interpreatre, sotto il profilo musicale e canoro, i cambiamenti culturali, di costume e sociali in un’Italia che attraversava gli anni ’20 fino ai ’40 del secolo scorso.

Sue sono state le canzoni, “Parlami d’amore Mariù”, “Mamma” e “Vivere”, brani che mantengono una popolarità enorme tutt’oggi, a quasi un secolo di distanza.

Bixio nacque a Napoli l’ 11 ottobre 1896, da Carlo, ingegnere nato a Genova, e Anna Vilone, casalinga. Il padre era parente del generale Nino Bixio, una delle maggiori figure del Risorgimento.

Cesare Andrea iniziò gli studi scientifici, ma, sin da ragazzino, dimostrò predilezione per la musica: da autodidatta iniziò a suonare il pianoforte, poi conosce l’attore e cantante napoletano Mimì Maggio, che lo convince a comporre testi. L’attore in quel periodo teneva spettacoli in chiave di Caffè Concerto, e chiese a Bixio di creare uan canzone da interpreatre in uno di questi spettacoli. Bixio compone “Canta Maggio” e alla Sala Iride, in Piazza della Ferrovia, il successo è enorme. Conosce Ernesto Murolo, padre di Roberto, poeta e drammaturgo, che consente a Cesare Andrea di fare esperienza nella grammatica delle parole in musica.

Le conoscenze di personalità di spicco del compositore napoletano aumentano sempre più (Elvira Donnarumma, Enesto De Curtis, Salvatore Gambradella), tutti musicisti che collaborano con Bixio e gli permettono di farsi le ossa.

Le canzoni di quest’ultimo erano leggere, si ispiravano alle atmosfere francesi e ai ritmi napoletani. Le prime di successo sono “La chiamavano Cosetta” (1918), “Femmina” e “Danza come sai danzare tu” (1921). Grazie alla collaborazione con il cantante Aurelio Cimato, in arte Gabrè, Bixio sbarca a Milano, poi, da cosa nasce cosa, e l’attrice francese Minstinguett chiede al compositore partenopeo di scrivere alcune canzoni per lo spettacolo “Paris qui brille”, quindi compone “Nanou”, “Dans les bouges la nuit” e “Miki”. In più Bixio scrive la versione francese del “Tango delle capinere”. Crea colonne sonore per ventiquattro spettacoli (tra cui “Chi è senza peccato”, “Nun ti conosco più” e “Totò Le Mokò”) e innumerevoli pezzi tra cui “Canta se la vuoi cantà” e “Violino zigano”. 

Fu uno dei sacerdoti delle colonne sonore : ne scrisse per ben sessantotto film, tra cui “Mamma”, “La bisbetica domata” e “L’ultimo scugnizzo”.

In tarda età fu insignito di importanti premi, tra cui il premio della Rai per le dieci canzoni da salvare, la “Targa d’Oro” di Ischia e il Premio Igea ad Acqui Terme. Come autore partecipò sia al Festival di Sanremo che a quello della canzone napoletana.

Bixio morì a Roma il 5 marzo 1978.

Fabio Buffa

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