E’ stata la pettagola signora Resta in “I bambini ci guardano” del 1943, l’invadente Tilde Spernanzoni in “Bellissima”, al fianco di Anna Magnani, e la moglie di Felice Sciosciammocca (Totò) in “Il medico dei pazzi”. In questi giorni c’è stato il 130° anniversario della nascita di Tecla Scarano, una delle attrici napoletane più amate del secolo scorso. Nacque nella nostra città il 20 agosto 1894, il suo vero nome era Tecla Moretti ma, una volta intrapresa la carriera teatrale, decise di adottare (sulle scene) il cognome della madre, Scarano, appunto. Quest’ultima era un’apprezzata cantante d’operetta e trasmise a Tecla l’amore per la rappresentazione. Il percorso da attrice inizia già quando la nostra artista ha solo nove anni, un’avvio a fulmicotone, visto che in età adolescenziale è già famosa come interprete di canzoni e romanze teatrali.
Dal ruolo di canzonettista nei Cafè Concerto di Napoli, passa alla compagnia teatrale del corregionale Raffaele Viviani.
Nel 1919 c’è il debutto come attrice cinematografica, con il film “La regina della canzone”, poco dopo passa alla compagnia teatrale di Vincenzo Scarpetta.
Nel 1926 c’è la sua seconda esperienza sul grande schermo con “Napoli che canta”; al cinema assume il ruolo di caratterista, interpretando spesso donne acide, invadenti e pettegole, che danno una connotazione a volte aspra, altre volte cruda, alle pellicole, a sottolinearne l’impronta un po’ drammatica, un po’ grottesca ma sempre realistica.
Tecla Scarano ha una dizione perfetta, una mimica assai espressiva e una capacità unica di entrare nel personaggio, valorizzando i personaggi che sul set si affiancano a lei.
Ha recitato in trentuno film, alcuni sceneggiati per la TV, per diverso tempo è stata ospite fissa dell’emittente napoletana Canale 21, chiamata a leggere prosa e poesia.
Morì a Napoli il 22 dicembre 1978.
Era sposata con il musicista stabiese Franco Langella, che realizzò la colonna sonora di “Balocchi e profumi”, film in cui recitò proprio la Scarano.
Fabio Buffa
