Droga nei locali caldaie, sequestro nel carcere di Secondigliano

Un nuovo episodio di cronaca ha scosso il carcere di Secondigliano, dove la Polizia Penitenziaria ha effettuato un’importante scoperta di sostanze stupefacenti. Questa mattina, un assistente di Polizia Penitenziaria ha rinvenuto all’interno di alcuni tubi nei locali caldaie una sostanza di colore marrone avvolta nel cellophane, successivamente identificata come droga. La notizia è stata riportata dai dirigenti sindacali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Raffaele Munno e Donato Vaia.

Tiziana Guacci, segretario regionale del SAPPE, ha messo in luce l’impegno e la dedizione del personale nonostante le difficoltà legate alla carenza di mezzi e di organico. “Ancora una volta, la Polizia Penitenziaria ha dimostrato di saper intercettare oggetti illeciti destinati ai detenuti”, ha commentato Guacci, evidenziando il valore del lavoro svolto quotidianamente dagli agenti.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha espresso un forte plauso all’addetto dell’Area Esterna e all’ispettore coordinatore per l’ottimo operato, sottolineando come la loro professionalità garantisca un minimo di legalità e sicurezza all’interno delle carceri. Capece ha anche auspicato un riconoscimento formale per il personale che ha scoperto la droga, sottolineando l’importanza di premiare l’impegno e la competenza.

Ma non è tutto: la tensione è aumentata anche in seguito a un episodio di minaccia da parte di un detenuto armato di coltellaccio. Il direttore del carcere, Giulia Russo, ha saputo gestire la situazione con grande abilità, intervenendo con una efficace opera di mediazione. Grazie al suo sangue freddo e alla sua capacità di persuasione, è riuscita a convincere il detenuto a deporre l’arma e a rientrare nella propria cella senza ulteriori incidenti.

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