Alviti (ANGPG): “Basta armi alle ex guardie giurate”

Due fratelli ex guardie giurate, sono stati rinvenuti privi di vita in un’abitazione in vico Santo Spirito a Napoli. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori della Polizia di Stato, testimoni avrebbero udito colpi d’arma da fuoco. L’ipotesi più accreditata al momento è che uno dei fratelli abbia ucciso l’altro per poi togliersi la vita, sebbene questa ricostruzione attenda ancora conferme ufficiali.

Il drammatico episodio ha riacceso il dibattito sulla detenzione di armi da parte di ex operatori della sicurezza. Giuseppe Alviti, Presidente dell’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate, ha espresso una posizione netta sulla vicenda: “Questa tragedia poteva essere evitata eliminando la detenzione di pistola a chi abbia smesso di lavorare come guardia giurata”.

Alviti ha richiamato l’attenzione sull’articolo 134 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza (TULPS), che attualmente consente alle guardie giurate di detenere la propria pistola di ordinanza anche dopo aver cessato l’attività lavorativa. “È veramente inaccettabile ed dovrebbe essere vietato avere persone armate se non esplicano più la loro funzione lavorativa”, ha dichiarato con fermezza il Presidente dell’associazione.

L’ANGPG da anni sta lavorando per una revisione di questa normativa, considerata ormai inadeguata e potenzialmente pericolosa. Alviti ha concluso lanciando un appello alle istituzioni: “Speriamo che il Prefetto di Napoli si faccia avanti e intervenga verso il Ministero per abbattere questa normativa”.

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