Alle radici di Scampia: la cappella seicentesca di Sant’Antonio

A Scampia, sorgeva un tempo una masseria rurale di grande importanza: la Masseria Scampia, situata lungo la strada che conduceva ad Aversa. Il suo nome trae origine dalla parola “campo”, e la sua esistenza è attestata già nella mappa di Rizzi Zannoni del 1793.

Questa masseria non era solo un centro agricolo, ma anche un luogo spirituale: vi fu infatti annessa la Cappella di Sant’Antonio, definita già nel XVIII secolo come “cappella pubblica a fronte della Strada Regia”. All’interno della cappella si celebravano messe settimanali grazie a un beneficio fondato da Isabella de Falconibus nel 1647, come attestato dai documenti delle visite cardinalizie.

Il primo nucleo della Parrocchia Santa Maria della Maddalena

Quella che oggi può apparire come una semplice cappella rurale, rappresenta in realtà il primo nucleo dell’attuale Parrocchia di Santa Maria della Maddalena, punto di riferimento religioso e comunitario del quartiere. È qui, infatti, che si radicano le prime espressioni di culto organizzato della zona, molto prima dello sviluppo urbano che ha trasformato radicalmente il territorio.

All’epoca, all’interno della cappella era presente una statua di Sant’Antonio sull’altare e un quadro della Madonna del Rosario. Nobili e contadini assistevano alla messa in modo separato: i nobili nel matroneo superiore, i contadini nella parte inferiore, a testimonianza della struttura sociale dell’epoca.

Nel 1784, un eremita, Fra Luca d’Ambrosio, abitava in una camera adiacente alla cappella, dedicandosi alla custodia del luogo sacro, che appariva già in parte aperto e rovinato, ma ancora vivo nella sua funzione religiosa e comunitaria.

Un’eredità che resiste

Oggi, la Cappella di Sant’Antonio, situata in via Roma verso Scampia, è una testimone silenziosa della trasformazione di questo territorio. Da zona rurale e spirituale a quartiere urbano al confine con il carcere di Secondigliano, la cappella, contrassegnata dal degrado del tempo, conserva ancora la sua identità storica, nonostante il passare del tempo e i cambiamenti urbanistici.

È proprio da questa antica masseria di Scampia che prende il nome l’intero quartiere moderno. Un piccolo edificio, apparentemente dimenticato, che racconta secoli di storia, fede e cambiamento sociale, e che meriterebbe attenzione, tutela e valorizzazione.

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