Verso la Festa dell’Addolorata: la fede che fermò la paura del Vesuvio

Secondigliano si prepara a celebrare la tradizionale Festa dell’Addolorata, appuntamento molto sentito dal quartiere e legato a un episodio che affonda le radici in oltre un secolo di storia.

Era l’aprile del 1906 quando una violenta eruzione del Vesuvio terrorizzò Napoli e i suoi dintorni. Il cielo si oscurò, la cenere ricoprì le strade e le esplosioni del vulcano fecero temere il peggio. In quel clima di angoscia, i cittadini di Secondigliano decisero di affidarsi alla loro devozione: l’11 aprile portarono in processione la statua dell’Addolorata, nonostante i rischi e le resistenze iniziali.

Il corteo, illuminato da torce e candele, attraversò le vie del quartiere invocando protezione. Fu allora che, raccontano le cronache popolari, un raggio di luce squarciò le nubi e la cenere cominciò a diradarsi, restituendo serenità ai fedeli. Un segno che i secondiglianesi interpretarono come risposta della Madonna alle loro preghiere.

Pochi giorni dopo, la comunità decise di ringraziare l’Addolorata con un gesto concreto: nel maggio del 1906 vennero raccolte 3.039 lire, oltre a oggetti preziosi, per arricchire il Santuario a lei dedicato, noto da tutti come ’A Cappella.

Quella memoria è diventata  simbolo di identità e di resilienza per l’intero quartiere.

Secondigliano si appresta dunque a rinnovare la sua promessa di fede, ricordando come, già nel 1906, la speranza seppe vincere sulla paura.



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