Secondigliano, memorie d’archivio: il “Ponticello dell’Arco” e la storia di piazza Zanardelli

Secondigliano custodisce frammenti preziosi della propria storia nelle carte notarili e nei registri delle visite pastorali. Documenti del XVIII secolo ci restituiscono immagini di un Casale rurale, diviso tra masserie, cappelle e strade che oggi portano nomi ben diversi ma che ancora raccontano le radici della comunità.

Un atto rogato dal notaio Gennaro Marco Mazzola, datato 26 maggio 1755, menziona il “Ponticello dell’Arco”, luogo allora ben riconoscibile del territorio secondiglianese, confinante con i beni della famiglia Barbato e con il basso di Cosmo Luciano. Una testimonianza che rivela come le contrade fossero individuate attraverso riferimenti topografici e proprietà familiari, veri punti di orientamento per la popolazione.

Le stesse carte parlano di Vico Storto del Pozzo, di cappelle e masserie che animavano la vita religiosa e sociale: come la Cappella di San Pietro Martire, in seguito affidata al presidente Amato, o la Cappella del Rosario nella masseria di San Pietro Martire, dove i Domenicani officiavano la Messa per i contadini del luogo.

Un secolo dopo, il 13 aprile 1817, il cardinale Luigi Ruffo Scilla, in visita pastorale, descrisse con attenzione i luoghi di culto del casale, segnalando anche la decadenza di alcune cappelle dove ormai non si celebrava più.

Da Largo dell’Arco a Piazza Zanardelli

Gli stessi documenti ricordano la toponomastica storica di Secondigliano. Dal Largo dell’Arco del Pozzo, nucleo centrale del Casale, si arrivava fino al luogo detto “vicino al ponticello”. Nomi che col tempo sarebbero stati trasformati, fino ad arrivare all’intitolazione a Giuseppe Zanardelli, eminente statista bresciano dell’Ottocento, cui fu dedicata l’attuale piazza.

Le fonti d’archivio raccontano anche della presenza di case e giardini appartenuti a famiglie importanti, come i Brancia e i Col’Aniello, che avevano proprietà proprio “nell’Arco di detto Casale”.

Un patrimonio da rileggere

Queste testimonianze, oggi custodite negli archivi storici, restituiscono alla memoria collettiva un paesaggio fatto di masserie, cappelle, vicoli e larghi, che hanno formato l’identità di Secondigliano. Piazza Zanardelli, per i secondiglianesi “miezzo all’arco”, cuore del quartiere e sede di tante manifestazioni popolari, appare così come l’erede naturale di un luogo che, nei secoli, ha sempre rappresentato il punto di incontro e di vita comunitaria.

Lascia un commento