Una vicenda dolorosa e complessa quella che coinvolge la signora V.O., residente a Roma, madre di una bambina di 12 anni, L.P., allontanata nei giorni scorsi dalla propria abitazione e trasferita in una comunità educativa situata nella provincia di Napoli.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Claudio Esposito, legale della madre, la minore si era recata il 14 ottobre 2025 all’incontro fissato dal tutore alla presenza dei Servizi Sociali, ma all’appuntamento erano presenti anche agenti di polizia. È in quel momento che la bambina sarebbe stata prelevata e affidata ai Servizi Sociali per essere condotta, contro la volontà della madre, in una struttura eterofamiliare residenziale, in esecuzione di un provvedimento del Giudice civile del Tribunale di Roma.
L’avvocato Esposito parla di una decisione “estrema e incomprensibile”, evidenziando che il tutore, nominato il 25 settembre 2025, “non aveva avuto alcun contatto con la minore prima di disporne il collocamento in comunità”, nonostante la bambina vivesse in un ambiente stabile, frequentasse con profitto la scuola e praticasse pallavolo a livello agonistico.
A rendere ancora più drammatico l’episodio, la circostanza che la madre, nella tarda serata dello stesso giorno, abbia dovuto consegnare gli effetti personali della figlia “per strada, sotto la pioggia, all’esterno di un bar” a un operatore della struttura, che si sarebbe rifiutato di firmare il verbale predisposto dal legale.
Nei giorni successivi, la signora V.O. — già provata psicologicamente — ha accusato un malore ed è stata trasportata al pronto soccorso. “Una situazione incresciosa e lesiva della dignità della persona — afferma l’avvocato Esposito — nella quale i Servizi Sociali e il tutore hanno agito con scarsa trasparenza e senza un reale contraddittorio”.
Alla base della vicenda vi sarebbe un giudizio civile in corso presso il Tribunale di Roma – I sezione civile, dove alla madre viene contestata una presunta mancata collaborazione nel favorire il rapporto tra padre e figlia. Tuttavia, nessun provvedimento sarebbe stato adottato nei confronti del padre, nonostante — secondo la difesa — “comportamenti eccessivi e violenti” più volte segnalati anche dalla minore stessa.
L’avvocato Esposito ha presentato reclamo alla Corte d’Appello di Roma, chiedendo un intervento urgente per l’ascolto immediato della minore e la sua ricollocazione temporanea presso la madre. “Chiediamo solo che ogni decisione sia presa nel rispetto dei principi del contraddittorio e sulla base di adeguati approfondimenti. La bambina è stata sradicata dal suo mondo senza motivazioni sufficientemente ponderate”, sottolinea il legale.
A complicare ulteriormente il quadro, il repentino avvicendamento dell’assistente sociale di riferimento, comunicato via e-mail alla madre il 17 ottobre 2025, con effetto dal 20 ottobre. “Non si conoscono le ragioni di tale sostituzione — conclude Esposito — ma i danni ormai sono irreversibili. È una situazione mai vissuta prima, nella quale continuerò a battermi per la tutela del superiore interesse della minore e dei diritti umani in generale.”
