Quadrivio di Secondigliano, presentato il progetto di rigenerazione urbana tra memoria e futuro

A trent’anni dalla tragica voragine che il 23 gennaio 1996 segnò per sempre il volto di Secondigliano, l’Amministrazione comunale ha presentato alla cittadinanza, presso il centro giovanile Sandro Pertini, il futuro del Quadrivio. Con il progetto “Era, È e Sarà Quadrivio”, quello che per decenni è stato percepito come un vuoto urbano e uno spazio negato si prepara a trasformarsi in un luogo di aggregazione, memoria e partecipazione sociale.

La presentazione si è tenuta alla presenza delle istituzioni e dell’Associazione dei familiari delle vittime, segnando simbolicamente il passaggio dal solo ricordo a una fase concreta di ricostruzione materiale e sociale dell’area.

Il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato il valore simbolico e civile dell’intervento. «Oggi siamo qui per onorare una ferita ancora aperta, ma anche per dimostrare che la memoria può e deve diventare il motore del cambiamento. Con il progetto “Era, È e Sarà Quadrivio” non ci limitiamo a riempire un vuoto urbano con del cemento; stiamo restituendo ai cittadini uno spazio di partecipazione e di dignità. Trent’anni fa il quartiere chiedeva sicurezza e ascolto; oggi rispondiamo con un progetto che mette al centro le relazioni umane e la qualità della vita. Questo non è solo un intervento architettonico, è una promessa mantenuta a Secondigliano: il Quadrivio smetterà di essere il luogo della tragedia per diventare il luogo di un futuro condiviso».

Sulla stessa linea la vice sindaco e assessore all’urbanistica Laura Lieto, che ha evidenziato l’impostazione partecipata dell’intervento. «Rigenerare il Quadrivio significa operare una ricucitura profonda tra la memoria storica del quartiere e il suo potenziale di sviluppo futuro. Dal punto di vista urbanistico non abbiamo voluto un progetto monumentale e freddo, ma un’infrastruttura sociale aperta. La sfida è stata quella della pianificazione partecipata: il disegno della piazza riflette i bisogni emersi dal dialogo con i residenti, rendendo l’urbanistica uno strumento vivo di cittadinanza attiva e di cura del territorio».

Il progetto prevede un investimento complessivo di 745mila euro, di cui circa 484mila destinati ai lavori, e punta a trasformare l’area in una piazza alberata con pavimentazioni drenanti ed ecologiche, capace di ospitare iniziative collettive, sport libero e attività ludiche. Centrale è il tema della memoria, non intesa come elemento statico ma come presenza viva: la nuova toponomastica richiamerà la data della tragedia e i materiali preesistenti saranno riutilizzati nelle pavimentazioni attraverso un percorso condiviso. L’intervento mira inoltre a ricucire il tessuto urbano tra corso Secondigliano e le cosiddette Case Celesti, attraverso confini permeabili pensati per garantire sicurezza e accessibilità. Un ruolo chiave è affidato al coinvolgimento dei residenti, chiamati a partecipare attivamente alla programmazione e alla futura cura dello spazio pubblico attraverso laboratori come “Tracce d’Abitare” e “Nuovo Cinema Quadrivio”.

Il percorso non nasce dall’alto. Avviato nel settembre 2025 con focus group e attività di mappatura del quartiere, ha trovato nella presentazione pubblica di oggi un momento di sintesi e rilancio. L’obiettivo dichiarato è restituire a Secondigliano un luogo capace di trasformare la ferita del 1996 in un punto di partenza, affinché la memoria diventi leva di responsabilità e lo spazio continui a evolversi insieme a chi lo vive.

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