Caivano, il Collettivo Studentesco del Liceo Braucci sulla fiction “La Preside”: «Racconto stereotipato e distante dalla realtà»

Il Collettivo Studentesco del Liceo “Niccolò Braucci” di Caivano interviene nel dibattito pubblico aperto dalla messa in onda della fiction RAI “La Preside”, contestando la rappresentazione del territorio e della realtà scolastica proposta dalla produzione televisiva. Secondo gli studenti, il racconto restituito al pubblico nazionale alimenta pregiudizi già radicati e contribuisce a rafforzare uno stigma che da anni pesa sulla città.

Nel comunicato diffuso, il Collettivo sottolinea come Caivano venga spesso associata esclusivamente a fatti di cronaca nera, oscurando il lavoro quotidiano di tanti cittadini impegnati per la legalità e la giustizia sociale. Una percezione che, denunciano gli studenti, si riflette anche nelle esperienze personali: un’eccellente studentessa del liceo ha raccontato episodi di discriminazione subiti durante l’iniziativa “Scuola Futura 2024” a Cagliari, dove lei e le sue compagne sarebbero state identificate come “ragazze di Caivano”, mentre gli altri partecipanti venivano indicati con il nome del proprio istituto.

Secondo il Collettivo, la fiction RAI propone un’immagine che non rispecchia la complessità del territorio, trasformandolo in una caricatura e semplificando dinamiche comuni a molte periferie italiane. «I problemi esistono, ma non siamo diversi da tante altre realtà del Paese, dove la maggioranza delle persone vive onestamente», si legge nel documento, che richiama al rispetto e alla responsabilità soprattutto quando si realizzano prodotti finanziati con fondi pubblici.

Particolarmente critico il passaggio dedicato alla centralità della figura della preside, rappresentata come una sorta di “super-eroina” solitaria nella lotta al crimine. Pur riconoscendo il valore del lavoro della dirigente a cui la storia si ispira, Eugenia Carfora, gli studenti ritengono che questa narrazione finisca per sminuire l’impegno collettivo portato avanti negli anni da scuole, famiglie, associazioni e cittadini.

Nel comunicato viene inoltre evidenziato il legame tra la fiction e il Decreto Caivano (DL 15 settembre 2023, n. 123), giudicato espressione di una logica politica del “punire per educare”. Una linea che, secondo il Collettivo, si è già dimostrata inefficace e lontana dalle reali esigenze del territorio, ma che continua a essere riproposta attraverso narrazioni semplificate e spettacolarizzate.

Richiamando le parole pronunciate dalla Presidente del Consiglio durante la visita a Caivano del 31 agosto 2023, con la citazione di Sant’Agostino, gli studenti auspicano che si parta davvero dal “necessario”, mettendo da parte misure considerate superflue e dettate da logiche populistiche. Il comunicato si chiude con un messaggio di speranza e rivendicazione: «Non saranno programmi spettacolarizzati e decreti illusori a toglierci la speranza. Caivano può sognare. Caivano deve sognare».

Lascia un commento