Il ricordo di Attilio Romanò, vittima innocente di camorra: a Miano iniziative tra memoria e legalità

Ricorre oggi l’anniversario della tragica uccisione di Attilio Romanò, vittima innocente di camorra, assassinato il 24 gennaio 2005 a Miano. Aveva 29 anni, una vita semplice, fatta di lavoro e progetti, ed era completamente estraneo a qualsiasi contesto criminale. Fu colpito a morte mentre si trovava nel negozio di telefonia dove lavorava, vittima di un agguato destinato a tutt’altra persona, nel pieno della sanguinosa faida di camorra che in quegli anni insanguinava le periferie nord di Napoli.

Nato e cresciuto a Miano, Attilio Romanò era un giovane appassionato di informatica e tecnologia, conosciuto da tutti come un ragazzo educato, disponibile e lavoratore. Dopo il diploma aveva intrapreso il suo percorso professionale nel settore della telefonia, coltivando il sogno di costruirsi un futuro onesto nel quartiere in cui era cresciuto. La sua morte, avvenuta per un tragico scambio di persona, scosse profondamente la città e divenne uno dei simboli più dolorosi delle vittime innocenti della violenza camorristica.

Negli anni, la figura di Attilio è stata assunta come riferimento morale e civile, soprattutto nel mondo della scuola e dell’associazionismo. A lui è stato intitolato l’istituto superiore di Miano, luogo in cui studenti e docenti portano avanti un quotidiano impegno di educazione alla legalità, affinché il suo nome continui a parlare alle nuove generazioni come testimonianza di una vita spezzata dall’ingiustizia.

Nel quadro delle iniziative commemorative previste per l’anniversario, il 24 gennaio alle ore 19:00 è in programma una celebrazione presso la Parrocchia Maria Santissima dell’Arco a Miano. Il 29 gennaio, alle ore 9:30, un ulteriore appuntamento si terrà all’ISIS Romanò di Miano, con il coinvolgimento della comunità scolastica. Occasioni pensate per ricordare Attilio Romanò e, insieme a lui, tutte le vittime innocenti che hanno pagato con la vita il peso dell’ingiustizia e della violenza, ribadendo il valore della memoria come strumento di responsabilità e coscienza civile.

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