A trent’anni dall’esplosione che il 23 gennaio 1996 devastò il Quadrivio di Secondigliano, i quotidiani di oggi tornano su una ferita che continua a segnare il territorio e la coscienza collettiva della città. Le ricostruzioni, le testimonianze e i progetti raccontati oggi dalla stampa restituiscono il peso di una tragedia che costò la vita a undici persone e lasciò un vuoto urbano e umano rimasto aperto per decenni.
Sul Corriere del Mezzogiorno, Daniele Sanzone ricostruisce i momenti immediatamente successivi allo scoppio, descrivendo la voragine apertasi dopo il crollo della volta di una galleria sotterranea in costruzione e l’esplosione della condotta del gas, con fiamme visibili a chilometri di distanza. Nell’articolo vengono ricordate le vittime e il senso di smarrimento di un intero quartiere, travolto in pochi istanti da una tragedia annunciata. «Il disastro poteva essere evitato se solo le autorità competenti avessero ascoltato», emerge dalle parole dei familiari, che in trent’anni non hanno mai interrotto la loro richiesta di verità.
Su Repubblica, Antonio Di Costanzo racconta la presentazione del progetto di riqualificazione del Quadrivio, illustrato simbolicamente nell’anniversario della tragedia. Un intervento finanziato con 745 mila euro di fondi comunali che prevede una nuova piazza, un giardino con 24 alberi – undici dei quali in memoria delle vittime – un’area playground e spazi per attività ludico-sportive. «Non ci limitiamo a riempire un vuoto urbano con del cemento», ha spiegato il sindaco Gaetano Manfredi, «ma restituiamo ai cittadini uno spazio di partecipazione e dignità».
Gennaro Di Biase su Il Mattino lega la presentazione del progetto alla più ampia prospettiva di rilancio urbano dell’area nord di Napoli. La riqualificazione del Quadrivio viene inserita in un quadro più vasto di interventi infrastrutturali e sociali, con l’obiettivo di restituire centralità a un nodo storico di Secondigliano. L’assessore all’Urbanistica e vicesindaco Laura Lieto ha ribadito come l’intervento rappresenti un passaggio fondamentale per ricucire il tessuto urbano e restituire sicurezza e qualità della vita.
Le pagine dei quotidiani di oggi restituiscono così un racconto corale: la memoria della tragedia del Quadrivio resta viva, affidata alle storie delle vittime e dei loro familiari, mentre il progetto di recupero prova a dare forma concreta a un futuro che non cancella il passato, ma lo assume come responsabilità collettiva.
