Rogo del Sannazaro, il cardinale Battaglia: «C’è un fuoco che distrugge e un fuoco che genera»

«C’è un fuoco che distrugge e c’è un fuoco che genera». È con queste parole dense di significato chedon Mimmo Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli, ha voluto esprimere la propria vicinanza alla città dopo il rogo che ha colpito lo storico Teatro Sannazaro, in via Chiaia.

Nel suo messaggio, Battaglia racconta di un fumo che non ha invaso solo le strade, ma anche il cuore di chi ama Napoli e la sua storia culturale. «Il fuoco che ha abitato quelle sale per quasi due secoli – il fuoco di Eduardo e di Pirandello, di Luisa Conte e di tanti artisti che hanno dato voce all’anima di questa città – non si spegnerà con un rogo», sottolinea l’arcivescovo, ricordando la forza simbolica e identitaria del Sannazaro.

Un pensiero speciale è rivolto a Lara Sansone, direttrice artistica e anima del teatro. «Abbiamo visto il tuo dolore, e non ti lasceremo sola», scrive Battaglia, definendo quelle lacrime non come la fine, ma come «il seme bagnato di una resurrezione». Napoli, aggiunge, è una città che da secoli sa rialzarsi dalle macerie e non si arrende.

Il messaggio si allarga poi all’intera città: «Ciò che brucia non è solo il legno antico di una cupola, ma un pezzo della nostra memoria comune, della nostra bellezza condivisa». Una ferita che chiama tutti a essere più responsabili e più custodi di ciò che appartiene a tutti.

Battaglia conclude con una certezza e una promessa: «Il Sannazaro tornerà». E affida alla preghiera la sua vicinanza a Lara Sansone, alle maestranze, agli artisti, ai residenti sfollati, alla parrocchia di Santa Maria della Mercede e a quanti si sono svegliati con il fumo in casa e la paura nel cuore. Una città ferita, ma non vinta, che prova a trasformare il dolore in speranza.

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