La Campania si prepara ad accogliere per due volte, nel giro di quindici giorni, il Santo Padre Leone XIV. L’8 maggio il Pontefice sarà a Pompei e Napoli, nel giorno che coincide con l’anniversario della sua elezione; il 23 maggio farà tappa ad Acerra, alla vigilia degli undici anni dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. Un doppio appuntamento che i pastori delle Chiese locali leggono come segno di attenzione verso una terra in cui convivono speranze e fatiche, fede profonda e nodi irrisolti.
Pompei, città mariana per eccellenza, ospiterà la celebrazione dell’anniversario dell’elezione in un contesto fortemente simbolico. L’8 maggio, giorno della Supplica alla Regina del Santo Rosario, il Pontefice presiederà l’Eucaristia e la preghiera composta da Bartolo Longo, canonizzato il 19 ottobre. Un gesto che richiama il segno mariano che ha accompagnato sin dall’inizio il pontificato di Leone XIV e che affida il suo ministero alla Vergine del Rosario, invocata come segno di pace in tempi segnati da conflitti e tensioni.
A distanza di poche ore, il Papa raggiungerà Napoli, entrando per la prima volta in contatto con una grande metropoli del Mezzogiorno. Città dalla storia millenaria e dai forti legami con la Sede apostolica, Napoli è indicata come luogo emblematico delle sfide contemporanee: accoglienza, lavoro, divari sociali, contrasto alla criminalità organizzata. Temi che, nella visione del Pontefice, sono chiamati a uscire dalla logica dell’emergenza per diventare orizzonte di futuro, soprattutto per le giovani generazioni. Qui Leone XIV sarà accolto come il Papa della “pace disarmata e disarmante”, in continuità con il magistero dei suoi predecessori.
Nella visita a Napoli il Santo Padre incontrerà in Cattedrale Clero e Religiosi, in piazza del Plebiscito la cittadinanza
La tappa di Acerra rappresenterà il momento più fortemente legato alla cura del creato. Il riferimento all’enciclica Laudato si’ richiama la responsabilità verso la “casa comune” e trova nella realtà della Terra dei fuochi un contesto concreto e drammatico. La devastazione ambientale, sottolineano i vescovi, non è solo ferita al territorio ma causa di gravi mali sociali che ostacolano uno sviluppo autentico. Proprio su questi terreni la speranza è chiamata a crescere, sostenuta dalla forza del Vangelo, dal coraggio dei giovani e dalla testimonianza dei cristiani.
Il significato del viaggio è stato affidato a un messaggio congiunto firmato da 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚, arcivescovo di Napoli, 𝐓𝐨𝐦𝐦𝐚𝐬𝐨 𝐂𝐚𝐩𝐮𝐭𝐨, arcivescovo prelato di Pompei, e 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐃𝐢 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚, vescovo di Acerra. Nel testo, datato 19 febbraio 2026, i presuli parlano di un privilegio che diventa responsabilità, inserendo le Chiese campane al centro di un pontificato dal marcato carattere missionario, orientato all’annuncio della gioia del Vangelo e a un orizzonte di salda speranza.
