Presso la Basilica di San Giacomo degli Spagnoli ha avuto luogo la giornata conclusiva del progetto “Occhio al Truffatore”, iniziativa promossa dal Comune di Napoli – Area Sicurezza e Polizia Locale e finanziata dal fondo dedicato alla prevenzione e al contrasto delle truffe agli anziani. L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione pubblica dei risultati di un percorso costruito per tutelare le fasce più fragili della popolazione, frequentemente esposte a raggiri sempre più complessi, sia in presenza sia online.
Nel corso della mattinata è emerso come le truffe non producano soltanto danni economici, ma incidano profondamente sul piano emotivo e relazionale delle vittime, generando isolamento, sfiducia e senso di colpa. Da qui la scelta di affiancare alle azioni di prevenzione e controllo un lavoro strutturato di informazione, ascolto e accompagnamento.
L’assessore alla legalità 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐃𝐞 𝐈𝐞𝐬𝐮 ha sottolineato come l’efficacia del progetto risieda nell’approccio integrato adottato, che ha affiancato alla repressione un forte investimento sull’educazione e sul supporto psicologico post-truffa, elementi fondamentali per contrastare la vergogna e la solitudine delle vittime e rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Un percorso pensato per rendere gli anziani più consapevoli e meno vulnerabili.
Sulla stessa linea il comandante della polizia municipale 𝐂𝐢𝐫𝐨 𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨, che ha evidenziato come la polizia locale abbia operato capillarmente su tutte le dieci municipalità, presidiando uffici postali, mercati e luoghi sensibili, con personale formato non solo sugli aspetti giuridici ma anche sull’ascolto attivo e sull’accoglienza delle persone fragili. Una presenza costante che ha favorito il dialogo diretto con i cittadini, anche all’uscita delle messe e nei circoli ricreativi.
Il progetto ha previsto una campagna informativa diffusa attraverso social network, affissioni e monitor nelle stazioni della metropolitana, affiancata dalla distribuzione di materiale informativo in farmacie, studi medici, CAF e parrocchie. Un’unità mobile itinerante ha attraversato l’intero territorio cittadino, affiancata da servizi mirati nei giorni di ritiro delle pensioni e nei principali luoghi di aggregazione. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione, con incontri in 35 parrocchie per spiegare le dinamiche delle truffe più ricorrenti, comprese quelle legate alla manipolazione emotiva e al cosiddetto “love bombing”.
Accanto alla prevenzione, un ruolo centrale è stato svolto dal supporto psicologico, garantito attraverso uno sportello di ascolto itinerante attivo per tredici settimane in collaborazione con la cooperativa Progetto Uomo, che ha fornito orientamento e sostegno sociale alle vittime.
La giornata si è chiusa con il richiamo al messaggio chiave della campagna, semplice e diretto, pensato per restare impresso: se uno sconosciuto chiede contanti o oggetti di valore, la risposta deve essere no. Un principio di autodifesa che sintetizza il senso dell’intero percorso.
