Crisi politica alla Municipalità 7. Con 18 firme depositate contestualmente al protocollo, è stato sfiduciato il presidente Antonio Troiano, al termine di una fase di tensione politica che si trascinava da mesi e che aveva progressivamente eroso la maggioranza che lo sosteneva.
Determinanti, oltre alle adesioni interne, anche le firme dell’opposizione. Il documento richiama l’articolo 9 del Regolamento del Consiglio della VII Municipalità, che prevede lo scioglimento in caso di dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri assegnati. Le dimissioni sono irrevocabili e immediatamente efficaci.
A firmare la sfiducia i consiglieri: Napolitano, Sannino, Paglionico, Loffredo, Pistone, Di Vaio, Palumbo, Esposito A., Barbato, Moschetti, Casale, Raiano, Musella, Mancini, Scala, Salomone, Tonicello, Imbaldi.
Si apre ora un doppio scenario. Il sindaco potrà decidere per il commissariamento dell’ente fino alla scadenza naturale del mandato, ipotesi che al momento appare la più probabile, oppure valutare elezioni anticipate, considerato che si supera la soglia dei dodici mesi prevista dal regolamento. Tuttavia, la strada del voto sembra meno percorribile anche alla luce del quadro politico complessivo.
La caduta assume un peso ancora maggiore se si considera che Antonio Troiano era partito da un’ampia maggioranza consiliare. Una frattura maturata nel tempo e culminata con un passaggio che segna un precedente storico: è la prima volta che alla Municipalità 7 si arriva allo scioglimento attraverso dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri.
