Giustino Carbonelli, il medico di famiglia di Secondigliano dal cuore d’oro



Un nome che a Secondigliano ancora oggi viene pronunciato con rispetto e affetto. Il dottor Giustino Carbonelli è stato per decenni un punto di riferimento per intere generazioni, un medico di famiglia capace di entrare nelle case e nella vita delle persone con discrezione, umanità e competenza.

Il suo studio  era più di un ambulatorio: era un luogo di ascolto. C’era chi ricorda il suo sorriso rassicurante, chi la voce autorevole che metteva soggezione ai più piccoli ma infondeva sicurezza ai genitori, chi il suo modo allegro di fischiare mentre rientrava a casa. Per tanti era “il dottore di famiglia” per antonomasia, presente nei momenti difficili, disponibile a ogni ora, pronto a curare non solo il corpo ma anche le paure.

La sua tragica morte in un incidente stradale, sull’Autostrada A1, altezza di Magliano Sabina,  il 14 agosto 1976, un giorno che molti definiscono ancora oggi “indimenticabile”, colpì profondamente il quartiere. Un dolore collettivo, una ferita che il tempo non ha cancellato.

I ricordi si intrecciano: c’è chi lo rammenta come grande tifoso del Napoli, chi come appassionato di auto, chi come uomo di straordinaria bontà. Ma su un punto tutti concordano: Giustino Carbonelli era prima di tutto una persona perbene, un professionista serio, un uomo capace di farsi voler bene da tutti.

A distanza di anni, il suo nome resta inciso nella memoria di Secondigliano. Perché alcuni medici curano, altri lasciano un segno. Lui ha fatto entrambe le cose.

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