Giovedì 26 marzo , nella Basilica di Santa Restituta (nella foto) all’interno del Duomo di Napoli, si terrà la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario del Tribunale Metropolitano Napoletano e di Appello e del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Partenopeo. L’appuntamento, con accesso dal Palazzo Arcivescovile, sarà presieduto dal cardinale Domenico Battaglia, moderatore di entrambe le istituzioni.
I lavori prenderanno il via alle ore 10 con un momento di preghiera e il saluto introduttivo del cardinale. Seguiranno le relazioni di Antonio Foderaro, vicario giudiziale del Tribunale Metropolitano Napoletano e di Appello, e di Luigi Ortaglio, vicario giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Partenopeo, che illustreranno l’attività svolta dai rispettivi uffici nel corso dell’ultimo anno.
Alle ore 11 è prevista la prolusione affidata a Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, che interverrà sul tema del processo di nullità matrimoniale, con particolare attenzione alla sinergia tra funzione giudiziaria, sostegno alle famiglie in difficoltà e tutela del vincolo matrimoniale.
Nel corso della mattinata sarà inoltre presentato lo Sportello di accompagnamento attivato nell’ambito del Servizio diocesano di assistenza canonica per i fedeli separati. Il servizio, curato da consulenti esperti in scienze umane, è rivolto alle parti coinvolte in situazioni di forte conflittualità, spesso con ripercussioni sui figli. Il giudice istruttore, anche su segnalazione del difensore del vincolo, potrà indirizzare le parti verso questo percorso con l’obiettivo di favorire una riduzione delle tensioni o un graduale riavvicinamento alla vita ecclesiale.
Durante l’incontro saranno presentati anche i dati statistici relativi all’anno trascorso. Dall’analisi emerge una tendenza significativa: le cause legate all’incapacità consensuale, previste dal canone 1095 del Codice di Diritto Canonico, hanno raggiunto numericamente quelle fondate sulla simulazione. Un dato che evidenzia un cambiamento nelle caratteristiche delle controversie trattate dai tribunali ecclesiastici e che apre a una a una riflessione sulle condizioni antropologiche e relazionali delle persone che si rivolgono alla giustizia canonica.
