Le origini del nome di Secondigliano affondano in epoca antica e raccontano una storia che intreccia tradizione, geografia e presenza romana. Secondo le fonti storiche, il toponimo deriverebbe da una famiglia romana, con varianti antiche come Secundillyanum o Secundillanum. Un’altra interpretazione, ritenuta più aderente al territorio, lega invece il nome alla catena dei colli “Secundili” che circondavano l’area a nord di Napoli, delineandone l’identità geografica.
Prima della definizione urbanistica moderna, Secondigliano era parte di un sistema di casali insieme a San Pietro a Patierno e Sant’Antonio Abate, sviluppati lungo l’asse di Capodichino. Proprio questa strada rappresentò per secoli l’accesso principale alla città, determinando la crescita e l’importanza dell’area. Fino alla fine del Cinquecento, il villaggio risultava però difficile da raggiungere, mentre Capodichino era noto come luogo isolato e insicuro.
Le prime tracce documentate risalgono almeno al 1113, quando si parla di terreni concessi in fitto nel territorio. In epoca medievale, queste terre erano spesso gestite da ordini monastici o nobili, che le affidavano a famiglie e contadini locali. Un sistema che ha contribuito a modellare nel tempo la struttura sociale ed economica della zona.
La vera configurazione urbana di Secondigliano, tuttavia, prende forma tra Sei e Settecento, con lo sviluppo dei casali e l’apertura delle principali vie di collegamento. Un’evoluzione che, partendo da un nome antico e da radici profonde, ha portato il quartiere a diventare uno dei punti centrali della periferia nord di Napoli.
