Dalle paludi bonificate all’organizzazione dei casali, la trasformazione di Secondigliano racconta una storia antica fatta di lavoro agricolo, pianificazione e sviluppo urbano progressivo.
La nascita e lo sviluppo dei casali di Napoli sono strettamente legati alle grandi opere di bonifica avviate in epoca angioina. L’intervento interessò vaste aree paludose del territorio pianeggiante che si estendeva da Capodichino fino a Poggioreale, con l’obiettivo di rendere coltivabili terreni fino ad allora improduttivi. Anche il territorio di Secondigliano fu coinvolto in questo processo, con la canalizzazione delle acque e la progressiva organizzazione agricola.
I lavori di bonifica proseguirono e si intensificarono tra il 1451 e il 1458, segnando un passaggio fondamentale: non solo il prosciugamento delle paludi, ma anche la creazione di nuovi spazi agricoli destinati a sostenere l’economia cittadina. In questa fase si affermò una pianificazione più razionale del territorio, con la definizione di tracciati e proprietà che avrebbero influenzato a lungo la struttura urbana.
Secondigliano iniziò così ad assumere una forma più definita, configurandosi come “caseggiato”, ovvero un insediamento caratterizzato da abitazioni raccolte e funzionali alla vita agricola. Le abitazioni erano inizialmente poche e distribuite in modo sparso, con la presenza di alcune residenze signorili accanto alle case dei lavoratori. La popolazione era composta prevalentemente da artigiani e contadini, spesso legati ai servizi della corte o ai grandi proprietari terrieri.
Il passaggio da semplice insediamento a casale vero e proprio avvenne anche attraverso un’evoluzione amministrativa. Parte dei territori rimase sotto il controllo baronale, mentre altri furono direttamente gestiti dalla città di Napoli. Secondigliano ottenne una propria formalizzazione con l’esenzione dalla tassa del focatico, avviata in epoca aragonese e confermata nel 1505 sotto Ferdinando il Cattolico.
Questo cambiamento favorì un incremento della popolazione e delle attività, trasformando il territorio in un centro stabile, dotato di attrezzature agricole, abitazioni e spazi produttivi. Una crescita lenta ma costante, che nel tempo avrebbe portato Secondigliano a evolversi da area rurale a realtà urbana sempre più strutturata.
