Sabato 4 aprile, in occasione del 77° anniversario della NATO, è in programma a Capodichino una mobilitazione pubblica contro la guerra e contro la presenza militare Usa-Nato a Napoli. L’appuntamento, diffuso da gruppi e sigle aderenti all’iniziativa, è fissato alle ore 11 in piazza Di Vittorio.
Nel testo di convocazione, i promotori denunciano quella che definiscono una crescente militarizzazione del territorio e indicano nell’area di Capodichino uno dei punti centrali della protesta. Tra i temi richiamati compaiono il rifiuto della guerra, la richiesta di maggiori investimenti in lavoro, salute e istruzione e la contrarietà al coinvolgimento dell’Italia nei conflitti internazionali. Le stesse sigle sostengono che la presenza di installazioni e strutture collegate agli Stati Uniti e alla NATO produca ricadute sociali, ambientali e politiche sui quartieri della zona nord.
L’iniziativa di Napoli si inserisce in una giornata di mobilitazione nazionale annunciata in diverse città italiane. Tra i soggetti indicati come promotori compaiono, tra gli altri, il Coordinamento Nazionale No Nato, Uniti contro la guerra, Docenti per Gaza, il Comitato Pace e Disarmo, la Rete antimilitarista per la pace, Rifondazione Comunista, Italia-Cuba, Sinistra anticapitalista, l’Unione degli Studenti Campania e Autonomia Studentesca e Culturale.
Sul tema della presenza militare statunitense nell’area napoletana è nota l’esistenza della Naval Support Activity Naples a Capodichino, struttura collegata alle attività delle forze navali Usa nell’area euro-mediterranea. Su questo quadro si innesta la protesta convocata per sabato, con un messaggio che punta a collegare la questione internazionale con le condizioni sociali dei quartieri popolari.
