All’origine della chiesa dell’Addolorata di Secondigliano non c’è solo una decisione pastorale, ma un episodio che la tradizione racconta come determinante: l’apparizione di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a San Gaetano Errico.
Tra il 1818 e il 1827, durante i suoi ritiri spirituali presso il collegio di San Michele dei Padri Redentoristi a Pagani, San Gaetano Errico visse un’esperienza destinata a segnare il suo percorso. Secondo quanto tramandato, il santo ricevette la visita di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, apparso in abiti vescovili, che gli indicò con chiarezza la strada da seguire: fondare una nuova congregazione e iniziare proprio da Secondigliano con la costruzione di una chiesa dedicata alla Madonna Addolorata.
Un’indicazione che non restò confinata nella dimensione privata della fede, ma che si trasformò presto in azione concreta. Quel richiamo spirituale divenne infatti il motore di un progetto che avrebbe coinvolto l’intero territorio, ponendo le basi per la nascita di uno dei luoghi simbolo del quartiere.
Il momento decisivo arrivò il 14 maggio 1826, durante la Pentecoste. Nella parrocchia dei Santi Cosma e Damiano, San Gaetano Errico, davanti a una folla numerosa, avvertì nuovamente quella chiamata interiore alla costruzione della chiesa. La reazione dei fedeli fu immediata: offerte in denaro e oggetti preziosi iniziarono a confluire per sostenere l’iniziativa.
Nonostante difficoltà e resistenze, il progetto prese forma grazie alla determinazione del sacerdote e alla partecipazione popolare. Nel 1827 fu posata la prima pietra, mentre il 2 gennaio 1828 partirono ufficialmente i lavori, segnando l’avvio concreto di un’opera nata da una visione spirituale destinata a lasciare un segno duraturo nella storia di Secondigliano.
