Secondigliano, vico Parroco Vecchio: chi era don Michelangelo Vitagliano

Nel cuore del centro storico di Secondigliano, tra le stradine che raccontano secoli di storia e tradizioni, esiste un piccolo vico dal nome singolare: Parroco Vecchio. Un toponimo che custodisce la memoria di una figura poco conosciuta ma centrale per la vita religiosa del quartiere tra Settecento e Ottocento.

Il vico, che si apre lungo via Dante, è dedicato a Michelangelo Vitagliano, sacerdote vissuto tra il 1778 e il 1858, che per circa dieci anni fu parroco della chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Un uomo di fede ricordato non solo per il suo ruolo pastorale, ma soprattutto per l’influenza esercitata su uno dei figli più illustri di Secondigliano: Gaetano Errico, futuro santo e fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori.

Tra i due si instaurò un rapporto profondo. Vitagliano fu infatti confessore e guida spirituale di Errico, accompagnandolo nel suo percorso umano e religioso. Lo seguì negli anni dell’insegnamento, prima come supplente e poi come titolare in una scuola comunale del quartiere, fino alla piena maturazione della sua vocazione sacerdotale, vissuta con dedizione e attenzione verso gli ultimi.

Le testimonianze dell’epoca restituiscono l’immagine di un sacerdote instancabile. In uno scritto, lo stesso Parroco Vecchio ricorda come nemmeno il gelo o la pioggia riuscissero a fermare don Gaetano Errico, determinato a raggiungere i fedeli per ascoltarli e confessarli, arrivando spesso casa per casa pur di non lasciare indietro nessuno.

Oggi quel vico conserva nel nome una traccia viva di quella storia. Un angolo apparentemente anonimo che, in realtà, racconta il legame tra due figure che hanno segnato profondamente la spiritualità di Secondigliano, mantenendo viva una memoria che attraversa le generazioni.

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