Secondigliano, a metà Ottocento una sorgente di acqua pura alimentava il territorio

A metà dell’800, a Secondigliano, nel terreno alle spalle del luogo dove oggi sorge il santuario diocesano dell’Addolorata, meglio noto come la Cappella, esisteva una sorgente di acqua pura proveniente da un pozzo profondo quasi 100 metri. Un laico, in accordo con Padre Gaetano Errico, aiutava la gente ad attingere l’acqua.

Il Comune di Secondigliano nel 1885 stipulò un contratto con la società che gestiva l’acquedotto del Serino, per far arrivare l’erogazione idrica anche Secondigliano. Nello stesso tempo decise, come atto caritatevole, di non far pagare il canone per il consumo dell’acqua ai Missionari dei Sacri Cuori, la congregazione fondata da don Gaetano Errico.

Beneficio che restò in vigore fino al 1925 quando Secondigliano fu annessa al Comune di Napoli perdendo la sua autonomia.

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