Quando, dopo l’età angioina, i villaggi di Miano e Mianella si fusero

Mianella, quella che oggi può essere considerata una frazione del quartiere Miano, caratterizzata in prevalenza da complessi di edilizia popolare, era un vero e proprio casale autonomo.

Il suo nome compare per la prima volta in un elenco di terre intorno a Napoli redatto appunto in età angioina, dove Mianella era indicata al numero 27 e l’attigua Myana al numero 2. Successivamente, con l’espansione dei centri abitati, i due villaggi si fusero.

Oggi il toponimo Mianella ricorre nel corso che conduce al Cavone di Miano (dove si trova la  chiesetta  di Santa Maria degli Angeli, intorno alla quale è legata la storia di un pilota  inglese che, colpito da una contraerei nemica durante la Seconda Guerra Mondiale, si lanciò con il suo paracadute atterrando nella zona e mettendosi in salvo, grazie all’intercessione della Madonna (nel tempietto si conserva ancora l’elica di quel velivolo) e nella via che congiunge lo stesso corso Mianella a cupa Capodichino, zona ricadente sempre nel quartiere di Miano, VII Municipalità.

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