Ferdinando II e San Gaetano Errico, un rapporto di grande stima e amicizia

‘O Superiore. Non solo il popolo di Secondigliano chiamava così don Gaetano Errico, fondatore della congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori, oggi santo. Quest’appellativo, infatti, era utilizzato perfino da Ferdinando II, re delle Due Sicilie, a dimostrazione del rapporto di grande stima e amicizia che correva tra il sovrano e il religioso.

Ferdinando II gli aveva concesso libero accesso alla reggia e si affidava, ogni qual volta lo salutava in modo cordiale, alle sue preghiere. Il re aveva tale fiducia nel sacerdote secondiglianese, al punto che lo consultava anche per ricevere consigli su questioni di Stato. Il re sapeva quanto la figura del religioso fosse diventata un punto di riferimento per Secondigliano, così decise di rinunciare alla volontà, manifestata in un primo momento, di affidargli l’incarico di consigliere di corte.

Fu sempre Ferdinando II ad approvare il decreto di costituzione della congregazione, interessandosi alle iniziative che avrebbero visto l’espansione dei Sacri Cuori e il loro sostegno alle fasce più disagiate della popolazione.

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