Riprende l’anno scolastico, ansie e speranze di una 16enne nell’era Covid

Ricomincia il gioco
Cosa volete che vi dica? La verità è che noi non sappiamo cosa ci aspetta, insomma cosa c’è dall’altra parte, nemmeno ricordiamo il cognome dell’insegnante di scienze motorie, e sicuramente non ci è mancato correre attorno alla struttura solo per avere un otto in pagella. Non vediamo la nostra scuola da Marzo, o meglio, non la viviamo, come se per sei mesi avessimo attraversato un portale immaginario che ci avesse poi condotti ad oggi, con meno libri nello zaino, meno conoscenze, meno preparazione, ma più responsabilità, più maturità e più concentrazione. Siamo cambiati, abbiamo tinto i nostri capelli aggiungendo un pizzico autocontrollo, abbiamo fatto il nostro primo piercing per rafforzare il senso di coraggio, siamo riusciti a fare quel tatuaggio perché “ció che hai oggi potresti non averlo domani”, ma volete sapere come ci si sente la sera prima di iniziare la scuola? Persi, completamente, spaesati, perché quel luogo che per anni è stato come casa nostra ora ci sembra non averlo mai visitato. Stiamo tornando, e non sappiamo se prevale la paura o la gioia di ricominciare, o forse di ritentare, perché insomma, adesso riprende il gioco, ma noi abbiamo dimenticato quali sono le carte in tavola, forse non siamo pronti, o forse lo siamo da troppo. In questo instante tutto le nostre certezze sono legate ad un filo che per la troppa tensione potrebbe spezzarsi. Quindi, cosa volete che vi dica? Siamo felici, ma non troppo, siamo carichi, ma non abbastanza, siamo in ansia, ma non sufficientemente, è un primo giorno di scuola troppo colorato per riuscire ad individuare una sola sfumatura. Se volete sapere la mia, non ho ancora deciso cosa indossare, sono sicura all’ 80% di dimenticare la merenda e di scendere in auto per poi ricordarmi di non aver preso le chiavi di casa e la mascherina, non ho controllato se nell’astuccio ci fosse la fatidica penna rossa, non so effettivamente quanta amuchina mi sia stata data,e non ho portato nemmeno un quaderno a righe, per mostrarmi un po’ ribelle verso il mio indirizzo classico.Una cosa peró la so, non vedo l’ora, sono terrorizzata per la mia contentezza, e lo ammetto anche un po’ per i professori, ma dai almeno il terrore dei professori concedetecelo, ma il prof. di greco mi manca troppo per pensare alla paura degli altri, insomma spero non leggeranno mai queste mia parole. Ah, un’ultima cosa prima di mettere la sveglia e fingere di avere sonno, abbiamo superato un anno pieno di guerre, odio, incendi, siccità, cambiamenti climatici, pandemie, bugie, tragedie economiche, credo che tutti noi saremo in grado di superare alla grande anche quest’anno scolastico. Buona fortuna, e facciamo che l’ “in bocca al lupo” lo riserviamo per l’anno prossimo, il 2020 non è ancora finito, non si sa mai.

Arianna Iovino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...