Prima Comunione negata a bambino autistico, è scontro

Continua la vicenda del bambino autistico escluso dalla Prima Comunione a Napoli, la mamma del piccolo Massimo continua ad accusare il parroco che, attraverso un comunicato della curia nega tutto, intanto un’altra mamma accusa lo stesso prete per la stessa cosa. “Oltre al parroco adesso anche la Curia ci ha mancato di rispetto – tuona la mamma di Massimo – invece di contattare noi e darci spiegazioni, chiederci scusa, fa comunicati stampa difendendo il parroco e rafforzando la sua tesi, mi chiedo io – prosegue la donna – come fanno a prendersi questa responsabilità, loro non c’erano, come fanno a fare tali affernazioni attraverso la stampa? Avevano il dovere di inviare gli ispettori!”. Forti le parole della mamma del piccolo Massimo che rifiuta, come lo definisce lei, il contentino offerto di far fare la prima comunione al piccolo nelle prossime date disponibili nel 2021, come era scritto nel comunicato della Curia. “Quel signore non é degno di celebrare la prima comunione ai miei figli – dichiara la donna – come non é degno di portare quell’abito, un uomo che emargina cosí un bambino disabile deve essere buttato fuori dalla Chiesa, se la Curia non prende provvedimenti, mi incatenerò fuori al Vaticano finché non riceverò risposte concrete”. Intanto un’altra mamma ha accusato Don Antonio di aver offeso il proprio figlio, anche lui autistico, la signora Erica ha affermato in che Don Antonio le avrebbe detto che suo figlio é una croce e che in futuro avrebbe dovuto rinchiuderlo. Intanto ci dice la signora Mary che nei giorni scorsi un gruppo di mamme di compagni di Massimo hanno chiesto di parlare con Don Antonio, il quale si é rifugiato in casa e non ha voluto riceverle. Si infittisce quindi la vicenda, la famiglia sembra intenzionata ad andare fino in fondo. “Non ci arrenderemo finché non ci saranno risposte concrete – dichiara il Presidente dell’Associazione La Battaglia di Andrea, mamma del bimbo autistico escluso dalla recita di Afragola – chiederemo di essere ricevuti in Vaticano, siamo certi che il Papa sia a conoscenza della cosa, bisogna fare luce e punire Don Antonio, laddove colpevole di aver emerginato Massimo”. Sulla vicenda intervienie anche Don Aniello Manganiello: “Il comportamento del parroco​ mi ha lasciato basito e sconcertato. La disabilita’ non può essere un motivo per negare il sacramento della Eucaristia. I diversamente abili sono puri dentro, sono senza malizia e non hanno la capacità di fare il male. Sono un sacerdote guanelliano e nelle case dove ospitiamo i diversamente abili, che san Luigi Guanella chiamava “buoni figli”, partecipano alla santa Messa e normalmente ricevono l’Eucaristia. É auspicabile un intervento illuminante da parte dei responsabili della catechesi . Una situazione che necessita di una soluzione a vantaggio del ragazzo nel rispetto della sua dignità di persona fatta a immagine e somiglianza di Dio”.

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