Storie & Strade: piazza Giuseppe Di Vittorio

Per la stragrande maggioranza la rotatoria che separa corso Secondigliano da via De Pinedo, viale Umberto Maddalena e calata Capodichino, a cavallo tra i quartieri di Secondigliano, San Pietro a Patierno e San Carlo all’Arena, è piazza Capodichino.

In realtà la piazza, un tempo Campo di Marte, area per le esercitazioni militari che in ogni grande città, nel XIX secolo, sorgeva su imitazione del Campo Marzio di Roma, per la toponomastica è dedicata al sindacalista Giuseppe Di Vittorio, nato a Cerignola, in Puglia nel 1892 e deceduto a Lecco, in Lombardia, nel 1957.

Di lui ricordiamo anche l’impegno in politica: partecipò infatti alla guerra civile spagnola e guidò per molti anni la segreteria Cgil. Fu anche nominato presidente della Federazione mondiale dei lavoratori.

Sulla piazza affacciano la parrocchia dell’Immacolata Concezione e l’ex scuola “Ludovico Ariosto”, oggi sezione della polizia municipale.

La piazza nasce nel XIX secolo quando fu collegata, nel 1812, con la zona di Poggioreale e con via Foria tramite la nuova strada di Capodichino, costituita dalle attuali via Don Bosco, via nuova del Campo (cioè il campo di Marte) e viale comandante Umberto Maddalena. La nuova strada fu disegnata da Giuliano De Fazio.

Nel 1824 Ferdinando I (che da poco aveva cambiato il suo nome dall’originario Ferdinando IV e che sarebbe morto l’anno successivo) decretò ufficialmente la costruzione del cosiddetto muro finanziere, una cinta muraria lunga undici miglia atta a contrastare e debellare il contrabbando.

Il muro finanziere fu costruito da Stefano Gasse tra il 1826 e il 1830 e circondava la città passando da Posillipo al Vomero e a Miano, da Capodichino al ponte della Maddalena.

Proprio in piazza Di Vittorio sorge una delle quattro barriere principali, tutte sopravvissute alla demolizione: l’edificio mostra un ingresso adornato da quattro colonne ioniche e un piano superiore con due ali ai lati. Il complesso fu rimaneggiato e privato della parte retrostante negli anni a seguire.

Se Stefano Gasse progettò sia il muro che le barriere doganali, Giuliano De Fazio progettò al centro della piazza l’edificio della Rotonda, in stile neodorico e coperto da una cupola emisferica, destinato ad ospitare gli ufficiali della polizia e della finanza. L’edificio verrà abbattuto nel 1927 in occasione dei lavori di riposizionamento nella piazza delle rotaie delle Tranvie Provinciali.

Dopo il 1848 la piazza fu adornata con otto obelischi in piperno, così da accrescere il carattere monumentale della barriera daziaria, che era ritenuta la più importante per la vicinanza della strada che conduceva a Roma e a Caserta.

L’8 dicembre 1856 Ferdinando II, in visita all’esercito in rassegna al campo di Marte, scampò ad un attentato ordito dal soldato Agesilao Milano e profeticamente annunciatogli da frate Luigi di Sant’Antimo. Il re per lo scampato pericolo fece costruire in piazza una chiesa dedicata all’Immacolata Concezione.

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