D’Arco (VII Municipalità): «Una strada per Stefania Formicola, vittima di femminicidio»

E’ il 19 ottobre del 2016 quando, a Sant’Antimo, Stefania Formicola, 28 anni, viene uccisa dal marito che stava lasciando, Carmine D’Aponte, poi condannato all’ergastolo. Presto una strada del rione Don Guanella, quartiere d’origine della famiglia di Stefania, potrebbe portare il suo nome. È la proposta, frutto del lavoro effettuato dalla VI commissione della VII Municipalità, con delega alla toponomastica, presieduta dal consigliere Gennaro D’Arco.

Ieri, in videoconferenza, con la partecipazione dei genitori della 28enne, l’approvazione del lavoro che ora dovrà passare al vaglio dei servizi competenti dell’amministrazione comunale.

Per l’individuazione della strada da dedicare a Stefania, la VI commissione si è avvalsa della sinergia con la VII commissione, presieduta dalla consigliera Jose Salomone, che ha portato alla scelta di via Cupa Grande.

«Abbiamo ritenuto opportuno – spiega D’Arco – che, al di là del corso della giustizia, il ricordo di Stefania fosse tenuto vivo nel nostro territorio profondamente scosso dalla tragedia».

I genitori di Stefania, intanto, stanno portando avanti un’altra battaglia, per il benessere psicologico dei bimbi rimasti senza mamma: dare ai nipotini il proprio cognome.

Tra gli altri cambi di toponimo analizzati dalla VI commissione, quelle per Vincenzo Di Maro, il medico eroe dell’alluvione di Sarno, Gianluca Ciminiello, vittima innocente di camorra, Edith Stein, mistica di origine ebraica.

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