Natale, i dolci della tradizione napoletana: i roccocò

È il dolce per eccellenza delle tavole napoletane nel periodo delle feste di fine anno. Dal giorno dell’Immacolata, passando per Natale e Capodanno, fino all’Epifania, il roccocò non può mai mancare ad accompagnare i pasti dei napoletani.

La ricetta è abbastanza semplice. Parliamo di un dolce prodotto con mandorle, farina, zucchero, canditi e un miscuglio di spezie varie. Di grandezza media di 10 centimetri, si presenta con la forma tondeggiante, dall’aspetto simile ad una ciambella schiacciata. Un biscotto duro ma particolarmente saporito che può essere ammorbidito, bagnandolo nel vermut, nel vino bianco o nel marsala.

È uno dei dolci che più ha resistito alle trasformazioni anche nel settore della pasticceria napoletana, motivo per il quale nella pasticceria Seccia, in via Concordia, cuore dei Quartieri Spagnoli, dove il rispetto della tradizione è una priorità, il roccocò (nella foto di Renato Aiello)  ha un ruolo di prim’ordine.

La versione più antica di questo dolce è datata 1320, per opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille, a causa della forma barocca e tondeggiante, simile a una conchiglia arrotondata.

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