Secondiglianesi. Salvatore Testa (Self): «Ecco come combattiamo devianza e pregiudizi con l’arma della cultura»

Giornalista, scrittore, presidente Self (Secondigliano libro festival), Salvatore Testa può considerarsi a tutti gli effetti un secondiglianese. Un legame che risale al 1972 quando Testa si trasferisce ad abitare nel quartiere a nord di Napoli.

«In realtà – racconta a Periferiamonews – già nel 1964 frequentavo amici che si erano trasferiti in via Marcolongo. La prima volta a Secondigliano fu nel 1957 per consegnare a Ganzerli le scarpe della fabbrica nella quale ero garzone. Nello stesso periodo, più o meno, conobbi i Frigerio da cui la mia famiglia comprò un televisore Phonola, 24 pollici».

Da giornalista dell’AGI Testa racconta i principali fatti di cronaca, anche della sua Secondigliano, evidenziandone le trasformazioni sociali, economiche ed urbanistiche, facendo riferimento ad esponenti locali del mondo della cultura, come Emilio Lupo e Cosimo Varriale, autori di due importanti libri sul quartiere.

L’attuale realtà di Self nasce dopo alcuni progetti portati avanti con insegnanti della scuola “Parini”, tra cui il libro “Belli, buoni e puliti” (il quartiere raccontato dai ragazzi) e una mostra fotografica sulla storia di Secondigliano, “Dalle Epiramidi d’Eggitto) e ancora l’iniziativa “Le parole tra noi leggere”: quattro incontri per presentare quattro libri agli adulti e contestualmente far giocare in un altro ambiente i ragazzi con i libri.

«Con le insegnanti – continua Testa – ci accorgemmo che i ragazzi ormai non leggevano nemmeno più i libri di testo e varammo il SeLF che in via sperimentale, nel 2013, prevedeva la partecipazione di una classe per ciascuna scuola media. Volevamo eleggere il Centro Pertini come sede degli eventi, ma nessuna sala era abilitata a ospitare più di cento persone Fummo accolti dai Missionari dei Sacri Cuori che ci ospitano tuttora nel teatro della parrocchia. Per i bambini delle primarie varammo un progetto di scrittura e creatività che portò alla realizzazione di cinque maxi libri (purtroppo andati distrutti a seguito di allagamento dei locali in cui erano custoditi) e al gemellaggio con scuole di Bologna, Firenze, Giugliano e Casal Velino».

Secondo Testa, c’è solo un modo di immaginare la Secondigliano del futuro: riqualificazione urbanistica e interventi per lo sviluppo di occupazione qualificata. Concetto che lo scrittore ha espresso anche nel romanzo “Io sono Tiberio Cavallo”, dove «immagino che un imprenditore illuminato investa tutti i suoi averi in un progetto di creazione di imprese a alto contenuto innovativo nell’area delle caserme, che dovrebbe essere concessa in comodato d’uso gratuito. In questo progetto dovrebbero essere impiegati giovani ricercatori provenienti dalle università meridionali e, come manovalanza, giovani disoccupati del quartiere».

Futuro che non potrà fare a meno di passare per il turismo religioso. «Concertare con istituzioni e tour operator una quota di turisti da far transitare a Secondigliano, individuando un’area di sosta per i pullman dei pellegrini, realizzare percorsi tra museo di San Gaetano Errico, santuario dell’Addolorata, parrocchia Santi Cosma e Damiano, predisporre vendita di souvenir e individuare un’area da adibire ad albergo per i pellegrini», conclude Testa.

Luca Saulino

Un commento

  1. Colgo l’occasione per ringraziare Periferiamonews e tutti gli altri siti e organi di informazione che ci seguono sempre con attenzione. Ogni anni, tra scuola primaria s secondaria di primo e secondo grado, coinvolgiamo circa mille ragazzi, senza contare quelli che coinvolgiamo in altre città e quartieri. Con gli amici insegnanti che hanno fondato questa associazione lavoriamo per dare al quartiere una struttura stabile che possa essere gestita e vissuta dai giovani del quartiere. Il Covid ci ha bloccati nelle attività dirette con le scuole, ma in in anno, grazidbproprio alla sensibilità di dirigenti d docenti, abbiamo prodotto due libri su xcuola e pandemia. Il primo, “VINCEREMO – I ragazzi all’epoca del Covid”, raccoglieva le ansie e le preoccupazioni del nostri ragazzi e dei giovani di altre città, da Bergamo a Roma. Oggi stiamo per chiudere de pubblicare il secondo, che raccoglie le esperienze d le proposte di dirigenti e docenti dalle Alpi alle Madonie, pronti a incontrare di nuovo i nostri ragazzi.

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