Secondiglianesi. La fotografa varesina Barbara Di Donato: «Così mi sono innamorata delle energie degli studenti del quartiere»

52 anni, varesina,  fotografa professionista formata in fototerapia – fotografia terapeutica, inserita nel gruppo di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca “Trame educative “, coordinato dalla professoressa Emanuela Mancino, docente  di Filosofia dell’educazione e metodologia della ricerca pedagogica, Barbara Di Donato si è ritrovata ad essere una secondiglianese d’adozione, grazie alle sue foto diventate colonna portante del Self (Secondigliano libro festival), l’iniziativa promossa dal giornalista Salvatore Testa per avvicinare gli studenti alla lettura.

«E’ il 2016 – racconta Barbara a Periferiamonews – quando, dopo molti anni di assenza, torno nella città di mio padre. Un giorno fotografo un ‘alba molto, molto speciale. Rientrata a casa, vengo contattata da Salvatore Testa ed Anna Baldissara, rispettivamente presidente e socia del Self. Mi chiedono se posso concedergli l’utilizzo della foto come locandina dei concerti dei ragazzi di Secondigliano. Mi commuovo al solo pensiero che una mia fotografia sarà presente nella terra di mio padre».

Barbara non perde tempo, prenota il primo treno utile e avvisa Salvatore e Anna della sua decisione. In poco tempo il presidente Self decide di organizzare una mostra fotografica di Barbara alla biblioteca “Guido Dorso”.

Comincia così una collaborazione che, attraverso l’arte della fotografia di Barbara, si consolida anno dopo anno, come sintesi di un incontro raro e prezioso che sarebbe prima o poi dovuto avvenire.

«Con Secondigliano – sottolinea Barbara – ho stabilito da subito un legame unico e speciale. È come se fosse la mia seconda casa dove torno sempre volentieri. Prima del Covid, ogni anno il giorno del mio compleanno (20 dicembre) arrivavo a Napoli e partecipavo ai concerti degli studenti di Secondigliano » .

Diventata socia Self, Barbara si lascia coinvolgere in diverse iniziative culturali a Secondigliano. All’istituto “Caro 85° Berlingieri” realizza un breve progetto fotografico con gli studenti e, anche quando il suo lavoro, che si svolge prevalentemente in ambiti socio-educativi, il pensiero corre sempre al quartiere che l’ha accolta come una figlia.

Da Secondigliano in tanti apprezzano i suoi scatti: tramonti, paesaggi, i colori della natura che prende forma, perfino una pozzanghera in cui si specchia l’architettura urbana, un riflesso da cui si sprigiona un’energia unica.

Se le chiedi come immagina la Secondigliano del futuro, lei risponde respingendo i soliti luoghi comuni: «Un quartiere che riscopra le proprie radici, le proprie tradizioni, dove la sinergia delle forze sane possa costruire un futuro sempre più luminoso. Non a caso, abbiamo voluto chiamare uno dei nostri concerti di Natale, Aspettando … la Luce, dove luce non sta solo per la nascita di Gesù ma per una rinascita del quartiere».

Luca Saulino

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