Secondiglianesi. L’attore e regista Carlo Valastro: «Così con il teatro ho tolto giovani dalla strada»

Il teatro come mezzo per sottrarre i giovani dai pericoli della strada. Ne è convinto Carlo Valastro, secondiglianese, attore e registra, una lunga esperienza al fianco dei giovani.

Una passione quella per il palcoscenico che Carlo coltivava sin dall’infanzia. «Da piccolo – racconta a Periferiamonews – già allestivo spettacoli in casa e con i miei amici della scuola Parini aspettavano con trepidazione le festività per farmi regalare un biglietto per uno spettacolo che andavo a vedere più volte. Ho sempre creduto nella forza aggregante del teatro».

L’avventura con i minori a rischio di Carlo comincia con un laboratorio teatrale presso il centro salesiani di San Giovanni Bosco. Tra le esperienze che il registra ricorda con particolare emozione, quella portata avanti con grande sensibilità all’ospedale Cardarelli, con i malati di cancro, in collaborazione con il reparto di oncologia diretto dal professore Giacomo Cartinì e l’oncologa Teresa Guida. “Miosodys”, questo il titolo del cortometraggio prodotto allora.

L’amore per il teatro porta Carlo a condurre laboratori presso la comunità di recupero per minori Don Peppino Diana, al centro giovanile di Secondigliano Sandro Pertini. «Qui – ricorda – abbiamo tenuto varie attività coinvolgendo giovani con problematiche difficili e anche diversamente abili».

Numerosi i gemellaggi con varie città, Firenze, Milano. Roma, Barcellona, che hanno consentito ai ragazzi della periferia di Napoli di confrontarsi con coetanei di altre realtà italiane ed europee. A coronamento dell’esperienza con i giovani sono arrivati: il Delfino d’Oro a Firenze, il premio al Global Education Festival e altri ancora.

Sono gli anni ’70 quando Valastro muove i primi passi nel mondo del teatro, frequentando il centro giovanile di Padre Salvatore Izzo. «Con vari spettacoli poi entrai nella compagnia Qui rido io diretta da Gianni brillante. Ricordo con vero piacere i tanti spettacoli presso tv locali, la mia presenza al Centro italiano della canzone, la mia collaborazione con l’Università Popolare dello Spettacolo. Straordinarie le collaborazioni con artisti come Rosario Toscano, Lino Barbieri, Gianni Simioli o la mia partecipazione nel ruolo di Bebè su RaiTre».

La compagnia con cui attualmente porta in scena la sua arte si chiama “Gli artigiani del Teatro”. «Vogliamo che Secondigliano riparta dai giovani. Un futuro senza cultura è inimmaginabile».

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