Secondiglianesi. Il musicista Mimmo Scippa: «Riscoprire le nostre radici per affidare ai giovani un quartiere migliore»

«A Secondigliano da tempo hanno chiuso tutti i teatri, i cinema. Se vuoi organizzare uno spettacolo, devi sperare solo nella disponibilità di una parrocchia». Mimmo Scippa, secondiglianese, musicista di lungo corso, cultore e appassionato di musica popolare, è amareggiato se pensa all’involuzione che ha subito il suo quartiere, in termini di offerta culturale e di luoghi di aggregazione.

Per raccontare della sua Secondigliano, Mimmo parte dalla devozione più radicata sul territorio, quella verso San Gaetano Errico e la Madonna Addolorata. «Mia madre – dice a Periferiamonews – mi diceva sempre nelle sue preghiere, nun te scurdà maje do Superiore e ra Madonna Addulurata».

Da giovanissimo, come tanti altri suoi coetanei, Mimmo frequenta l’oratorio dei Missionari dei Sacri Cuori, guidato da padre Giorgio Rivieccio: «Ne eravamo tantissimi – sottolinea – pronti a condividere valori comuni. Ricordo le partite a pallone, il cinema, le feste, la preghiera, aspettando poi la chiusura che coincideva con la festa dedicata appunto alla congregazione, ‘a Festa ‘a Cappella».

I ricordi di Mimmo si intrecciano con riti e attività legate ai Missionari dei Sacri Cuori: la tradizionale processione dell’Addolorata, la seconda domenica di settembre, l’esperienza formativa e culturale del Centro Giovanile Secondigliano, fondato negli anni ’70 da padre Salvatore Izzo.

«Grande sacerdote – evidenzia – che ebbe l’intuizione di mettere insieme, in anni politicamente terribili, giovani dalle idee diverse che si ritrovavano in una straordinaria esperienza di vita. In quel contesto sono nate amicizie, fidanzamenti, matrimoni».

È negli anni ’70 che la passione per la musica della tradizione porta Mimmo a entrare a far parte di gruppi musicali locali. E’ il periodo che vede Mimmo avvicinarsi ai capisaldi della musica e cultura popolare, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Roberto De Simone, Ernesto De Martino, nonché a forme di espressione tra musica e danza come tammurriate, canti a figliole, a cui fa seguito la partecipazione alle principali feste popolari della Campania.

Le esperienze artistiche portano Mimmo a varcare i confini della Campania, con il gruppo Trio Tarantae, pur conservando nel cuore il quartiere da dove tutto è partito, con numerose esperienze locali, con le compagnie amatoriali del quartiere, anche con rappresentazioni teatrali di cui è stato illuminato regista.

All’Addolorata e a San Gaetano Errico Mimmo dedica due canti, diventate le colonne sonore dei più grandi eventi legate a ‘O Superiore e alla sua Madonna. «Sono canzoni – spiega – che, dopo averle scritte, ho affidato alla fede di tutti i secondiglianesi. Ricordo la prima volta che la cantammo in chiesa, con mia sorella Dora, gli altri musicisti e la gente che la ascoltava commossa, come non potrò mai dimenticare, il giorno della Beatificazione, quando dagli altoparlanti fu diffusa la mia canzone».

La riscoperta delle proprie radici è il fil rouge che accompagna l’attività artistica di Scippa, frutto di talento e passione. «Un popolo senza le sue tradizioni è come un albero senza radici, che non ha futuro, bisogna ripartire da qui per affidarlo ai giovani», conclude.

Luca Saulino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...