Secondiglianesi. Il capitano Stelio Lattero, pilota del porto di Livorno: «Cultura, senso civico e sviluppo per riscattare il quartiere»

38 anni, capitano di lungo corso, attualmente pilota della Corporazione dei piloti del porto di Livorno, Stelio Lattero è una vera e propria eccellenza di Secondigliano.

Dopo aver frequentato le scuole elementari all’istituto “Sacri Cuori” e le medie alla “Giovanni Pascoli”,a Secondigliano, si diploma all’Istituto Nautico di Bagnoli.

«Ricordo – racconta a Periferiamonews – come se fosse ieri, la tratta quotidiana da Secondigliano a Bagnoli, a bordo della mitica linea SM, poi diventata 180. Arrivato a piazzale Tecchio, poi prendevo la Cumana per raggiungere Bagnoli».

La passione per la vita di bordo porta Stelio ad imbarcarsi sulle navi, approfittando delle pause scolastiche estive. Era il primo approccio a quello che sarebbe diventato il sogno e il lavoro di una vita.

Una volta diplomato, comincia la carriera di Stelio.  «Trascorrevo – afferma – dai quattro ai sei mesi consecutivi a bordo e dai due ai tre mesi a casa per poi ripartire ed effettuando i vari esami nelle Direzioni Marittime per acquisire i vari titoli professionali fino a quello di Capitano di Lungo Corso».

Oggi Stelio riveste un incarico importante quanto delicato. In ogni porto di transito o approdo delle navi sono istituite corporazioni dei piloti dal Presidente della Repubblica così come è stabilito dal Codice della Navigazione, ruolo questo a cui si accede attraverso un concorso pubblico per titoli ed esami.

Un’eccellenza della marineria italiana, nella misura in cui i piloti svolgono un servizio pubblico di primario interesse collettivo (sicurezza della navigazione e degli approdi, salvaguardia della vita umana in mare dell’ambiente marino e tutela del patrimonio dello Stato e delle infrastrutture strategiche nei porti e nelle rade).

Numerosi i ricordi d’infanzia, a Secondigliano. Uno su tutti, la tappa fissa da “Carminiello”: «Alle medie, all’uscita di scuola, andavo insieme ai compagni di classe in pizzeria a prendere una zeppola o un panzarotto, senza pagare. Mai una volta che ci hanno detto di no».

Altro luogo del cuore, un box auto, di proprietà di uno dei migliori amici di Stelio, Luigi Amato, oggi consigliere municipale: «Lì costruimmo un soppalco e divenne un luogo d’aggregazione per la nostra folta comitiva durato anni, per noi era come l’isola del tesoro per Stevenson».

Alla rappresentazione stereotipata di una Secondigliano dove il degrado e la violenza non lasciano spazio ad opportunità di riscatto, il capitano risponde con il proprio esempio: «Non possiamo nasconderne le numerose problematiche tipiche delle periferie metropolitane, ma se ripartiamo dalla storia di Secondigliano, ne ripuliamo l’immagine collettiva, incrementando cultura, senso civico e sviluppo, ci sarà una nuova maggioranza che impedirà ai pochi di sporcarla».

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