A 17 anni fiera dell’Italia in cui nessuno credeva

La verità è che nessuno ha mai creduto che un paese terribilmente sbagliato, ipocrita, manipolatore potesse vincere contro tanti che invece diffondono pace e lealtà, ed infatti   stasera è risultato migliore, e in qualche modo superiore, il sudore che versiamo ogni giorno per convincere l’Europa di essere all’altezza, i sacrifici che le nostre famiglie fanno da anni per non farci mancare il pane caldo a cena, le lacrime, la sofferenza, la speranza di poter esser un giorno considerati allo stesso modo di un ragazzo tedesco o una ragazza francese. Noi abbiamo gridato, abbiamo urlato e poi pianto di gioia e poi corso e poi esultato perché per la prima volta dopo tanto tempo abbiamo sentito quel brivido lungo la schiena arrivarci all’orecchio e sussurrarci a voce stanca e tremolante:” ce l’abbiamo fatta”.

Ce l’abbiamo fatta dopo due anni di pandemia globale, dopo morte e disperazione, dopo tasse pagate in ritardo e appuntamenti rimandati, ce l’abbiamo fatta mantenendo costantemente le aspettative basse perché ci hanno sempre imposto di avere poca fiducia e di non sognare in grande. Io non so cosa ci sia di così sbagliato in Italia e così giusto in Spagna, Germania, Portogallo o Austria, ma so che alla fine di ogni favola si scopre sempre chi sia il vero cattivo, non intendo dire che sia il nostro paese “l’eroe” delle fiabe raccontate ai bambini, caliamo di furbizia e sensibilità, eppure non ci siamo mai dipinti con colori che non ci appartenevano e siamo sempre stati in silenzio in rispetto di chi non avrebbe mai potuto urlare.

Perciò meritavamo di vincere, per la nostra ingenuità, per il nostro coraggio e dedizione ed impegno, meritavamo di vincere per chi ormai era stanco di crederci e per chi invece non si è mai arreso, per il futuro e per il passato, per riuscire ad indossare   con spensieratezza gli aggettivi che ci vengono attribuito da chi non si è mai mostrato interessato nel conoscere la nostra storia. Sono così grata per tutti i grandi successi, e per tutte le grandi sconfitte che solo l’Italia riesce a sancire con onore, ed oggi ho ancora gli occhi troppo lucidi e la voce rauca per non dire con fierezza di essere grata per essere italiana.

Ps: se approvaste il DDL ZAN entro un mesetto saremmo disposti a non bere vino alle cerimonie per poco più di un anno.

Prendere o lasciare?

Arianna Iovino

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