Secondiglianesi. Ida Sacchettino, insegnante di italiano per stranieri nei Paesi Bassi: «Valorizzare le risorse del quartiere per un futuro migliore»

37 anni, secondiglianese, laurea in Lettere e Filosofia, professione insegnante di italiano per stranieri, Ida Sacchettino da undici anni vive nei Paesi Bassi.

«Mi ero innamorata di un ragazzo olandese – racconta a Periferiamonews – e dopo un anno di amore a distanza, uno dei due doveva trasferirsi e ho scelto di farlo io, avendo un forte spirito di adattamento. Forse se non avessi incontrato lui, mi sarei trasferita all’estero comunque. Avevo già fatto esperienze lontano da casa: un anno di Erasmus a Londra e quattro mesi come stagista all’Ambasciata italiana a Podgorica».

La distanza dal suo quartiere d’origine non ha cancellato i numerosi ricordi d’infanzia e adolescenza, anzi sembra aver rafforzato il legame con la terra che Ida ha sempre difeso da pregiudizi e luoghi comuni, pur senza mai ignorare i disagi attuali legati alla scarsa vivibilità.

«I mie genitori hanno sempre frequentato la chiesa dei Sacri Cuori. I miei ricordi sono legati al catechismo prima e all’oratorio dopo. Ho fatto parte del coro della chiesa: ogni sabato pomeriggio le prove e la domenica a Messa con i vestiti più belli. Periodicamente si organizzavano anche spettacoli teatrali con la parrocchia e io accompagnavo mio padre alle prove; era fuori per lavoro tutto il giorno e mi piaceva la sera condividere del tempo con lui e con il resto della compagnia teatrale. Ero troppo piccolina per avere una parte, così facevo la suggeritrice. Porto ancora con me l’adrenalina dello spettacolo, la complicità dietro le quinte e l’emozione degli applausi», afferma Ida.

Se le chiedi come immagina la sua Secondigliano nel futuro, Ida prova a mettere da parte lo sconforto e propone un’analisi lucida: «Come quartiere di periferia, alla pari di tutte le altre periferie del mondo, Secondigliano pagherà sempre lo scotto di essere lontano dalle zone a maggiore attrazione turistica, ma se valorizzassimo le nostre risorse, la situazione potrebbe già cambiare. Secondigliano è a un tiro di schioppo dall’aeroporto, vicinissima alla stazione e al Real Bosco di Capodimonte con la sua Reggia e il Museo. Secondigliano ha dato i natali a San Gaetano Errico e nel nostro quartiere è ancora radicata la devozione verso la sua figura e quella della Madonna Addolorata. Pertanto potrebbe essere meta di turismo religioso se si creassero condizioni e infrastrutture adeguate, anche in considerazione dell’apertura delle nuove stazioni della metro».

Sugli stereotipi costruiti dalla serie “Gomorra”, Ida non ha dubbi: «Anziché lamentarcene, usiamo questa popolarità per far conoscere gli altri aspetti positivi del nostro quartiere».

Aspetti che hanno potuto conoscere 52 olandesi giunti a Secondigliano per il matrimonio di Ida, nel 2017, che hanno girato il quartiere in lungo e in largo «affascinati dal colorato mercatino, dal corso lungo e ampio, dalla miriade di piccoli negozietti e botteghe, dalle pizzerie, dagli chalet e soprattutto dalla gente sempre affabile e sorridente. Noi lo diamo per scontato, ma il calore, la disponibilità e l’accoglienza che hanno trovato nel nostro quartiere non sono comuni in altre zone. Sembra un’utopia, ma il mio sogno è che Secondigliano riparta dal turismo. E forse anche il Comune inizierà ad investire e soprattutto credere nel nostro territorio».

Luca Saulino

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