Municipalità 8, il neopresidente Nardella: impegno a 360 gradi contro la disgregazione sociale

Nicola Nardella, avvocato penalista, fervente attivista del mondo ambientalista e, è il nuovo Presidente dell’Ottava Municipalità, tra le più complesse del Comune di Napoli poiché incorpora i quartieri di Piscinola, Marianella, Chiaiano e Scampia. Tra i vari progetti in cantiere per Nardella, trova spazio in primis la battaglia contro la criminalità, da vincere rafforzando i servizi pubblici e offrendo maggiori opportunità di lavoro a chi vive in queste periferie, spesso trascurate e non valorizzate delle energie positive.


Da quanto tempo si impegna per il territorio e come nasce la decisione di candidarsi alla presidenza dell’Ottava Municipalità?


“Sono un cittadino della VIII Municipalità. Ho vissuto la mia infanzia a Piscinola ed oggi vivo a Marianella, mentre sto cercando casa a Scampia, quindi potrei dire che tutta la mia vita ha avuto il suo baricentro in quest’area territoriale. In ogni caso è da un bel pezzo che mi impegno sul territorio, più recentemente da ambientalista. La decisione di candidarmi è stata in realtà una decisione di gruppo, un tempo si sarebbe detto “collettiva”. La storia è andata così: all’inizio ci incontravamo con alcune realtà territoriali ed alcune forze politiche nei Giardini di Melissa, un’area verde assegnata che si trova a Scampia. Progressivamente si è avviato un processo di “avvicinamento” con altre realtà territoriali, ed alla fine questa rete ha deciso di esprimere il mio nome alla candidatura della Presidenza. Confesso che mi farebbe piacere se per il futuro permanesse un campo largo di cittadinanza attiva all’interno del quale poter produrre proposte ed iniziative politiche”.


Quali sono le criticità da affrontare in prima battuta nella sua municipalità e come intende adoperarsi?


“Purtroppo l’elenco elle criticità è significativo. Quella che temo maggiormente è la disgregazione sociale. Questo processo crea quel vuoto all’intero del quale hanno poi gioco facile i poteri criminali. Ritengo che un processo di tale natura possa essere combattuto facendo forza su tre elementi. In primo luogo, rafforzamento delle opportunità di lavoro, ma questa, è noto, non è una potestà municipale. In secondo luogo aumento della qualità della vita. In tal senso è necessario rafforzare la manutenzione di parchi e strade, potenziare la rete scolastica aprendola anche ad iniziative pomeridiane. In ultimo “bombardare” i quartieri di iniziative culturali”.


Quali sono invece le risorse e le bellezze della sua municipalità e come vorrebbe valorizzarle?


“Sono innamorato della VIII Municipalità, questa è la verità. Credo che intanto tutta l’area collinare sia un vero e proprio patrimonio. Il Parco dei Camaldoli, con i suoi 135 ettari di superfice boschiva è un vero e proprio palemone vede, oltre ad essere un corridoio ecologico, infatti l’avifauna, dalle foci del basso Volturno, negli itinerari migratori attraversa proprio l’area collinare a nord di Napoli. Siamo veramente al cospetto di un luogo incantevole. Spesso ci porto i miei figlioletti. Credo che questo patrimonio naturalistico potrebbe essere valorizzato attraverso la creazione di un eco distretto, attraverso cioè la creazione di una rete di governance che tenga dentro la filiera corta della produzione, le Istituzioni e le associazioni”.


In che modo i cittadini potranno sentire lei e i suoi consiglieri più vicini sul territorio?


“Noi siamo un’Istituzione di prossimità. Diciamo che la vicinanza al cittadino è quasi la mission statutaria delle Municipalità. Purtroppo molto spesso chi amministra un territorio finisce per auto perimetrarsi nei palazzi. Questo atteggiamento è inaccettabile. Mi piacerebbe provare a mantenere un filo continuo con i cittadini. A tal proposito immagino di incontrarli con cadenza costante nei tanti parchi della Municipalità per recepire proposte e perché no, anche incassare delle critiche. Le critiche, se costruttive, sono importanti, ti aiutano ad avere una visione più completa delle cose. In ogni caso, mi piacerebbe lanciare la proposta dei “giardini del buon governo”. Nei fatti veri e propri spazi di confronto ed elaborazione politica. Sono convinto che le nuove agorà delle polis post moderne possano essere proprio i parchi ed i giardini”.


Cosa cambierà in futuro per l’ottava municipalità con la sua presidenza e cosa si augura di riuscire a realizzare?


“Ho dei faldoni pieni progetti ambizioni e di idee da realizzare, ovviamente in sinergia con altre istituzioni: dalla ZES in via Cupa Perillo al rilancio del Piano Sociale di Zona, dall’eco distretto di Chiaiano fino alla valorizzazione dei borghi di Piscinola e Marianella, dal sostegno alle reti cooperative ed associative attraverso la strutturazione di una piattaforma partecipativa che leghi Istituzioni, Associazioni e cittadini alla creazione di un hub che incubi le start up avviate dai giovani del territorio. Esiste il rischio che tutti questi progetti diventino scartoffie lasciate a morire su un tavolo. Molto dipenderà dalla quantità di energia sociale che riusciremo a canalizzare su questi progetti. In ogni caso sono ottimista di natura ed il bicchiere lo vedo mezzo pieno”.

Sara Finamore

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