L’Istituto “Sauro – Errico – Pascoli” di Secondigliano alla Marcia della Pace Perugia – Assisi

-“Ciò che conta del camminare è il percorso non l’approdo”….questo potrebbe essere lo slogan più efficace nel raccontare l’esperienza fatta da un gruppo di 35 alunni dell’Istituto “Sauro –  Errico – Pascoli” di Secondigliano, che, accompagnati dai loro docenti, hanno partecipato alla storica Marcia della Pace Perugia-Assisi che celebrava quest’anno il 60° anniversario della sua istituzione, avvenuta nel 1961 per iniziativa del grande pedagogista e filosofo del pensiero nonviolento, Aldo Capitini.

«La condivisione della fatica del camminare insieme, il mescolarsi a tante persone di ogni età e provenienza, il percorrere le strade di Francesco, pellegrino di pace, non potranno che lasciare un segno indelebile in queste giovanissime donne ed uomini e nelle loro coscienze in formazione. Educare alla Pace, alla solidarietà ed alla nonviolenza rappresenta per la Scuola una “mission” fondamentale affinché si radichino nei nostri alunni quei valori forti di cittadinanza attiva e consapevole fortemente ancorati anche nello spirito della nostra Costituzione. Prendere parte in prima persona ad un evento così partecipato e sentito vuol dire fare pienamente scuola al di fuori delle aule e costituisce quindi un momento formativo ineguagliabile per sentirsi pienamente “cittadini del mondo” chiamati alla costruzione di un “altro mondo possibile” e di una società più bella e più giusta», queste le parole di Piero De Luca, dirigente scolastico che ha reso possibile, grazie all’aiuto delle insegnanti tra cui la professoressa Marino, la partecipazione di una rappresentanza di ragazzi alla Marcia della Pace Perugia-Assisi tenutasi  il giorno 10 ottobre.

La presenza dei giovani a quest’evento è stata particolarmente significativa poiché segno di speranza per un futuro più sereno, ma non solo: è importante sapere che proprio dei ragazzi appartenenti a delle realtà di periferia, ovvero luoghi che si portano dietro pregiudizi e stereotipi legati spesso a notizie e fatti di violenza, abbiano invece testimoniato che Secondigliano non è solo quello che dicono i telegiornali, ma al contrario si tratta di un quartiere dove i ragazzi scendono in prima linea e, partecipando ad un evento internazionale, si battono per uno dei valori più nobili come la pace nel mondo. Raccogliendo le testimonianze dei ragazzi, l’entusiasmo di chi ha potuto fare quest’esperienza è tutt’ora alle stelle, perché sicuramente è mancato il contatto umano in questo periodo di didattica a distanza ed è stato fondamentale infatti poter intraprendere un’attività che sia andata al di là delle lezioni frontali per recuperare la socialità: “È stata una liberazione, dopo tanto tempo”, “Marciavamo insieme per la pace, ma a me interessava marciare insieme, finalmente tutti insieme, dopo tanto tempo soli in casa” e ancora “È stato bellissimo anche perché finalmente, dopo tanto tempo, ci siamo riuniti e abbiamo viaggiato tutti insieme, professori e alunni, proprio come ai vecchi tempi, è stata davvero una bella esperienza, la rifarei di sicuro”.

Dunque sostanziale fulcro della manifestazione è stato il riunirsi e questo i ragazzi l’hanno percepito molto perché, dalle loro parole, si comprende che hanno toccato con mano la bellezza dello stare insieme: “Un giorno indimenticabile: le persone che applaudivano al nostro passaggio, e poi di nuovo tutti insieme, finalmente! È stata un’emozione fortissima”, “A me la marcia ha impressionato: mai viste tutte quelle persone che camminano senza mai stancarsi per lottare per una cosa che tutti noi vogliamo, la pace, e vedere tutto con i miei occhi mi ha toccato il cuore”, “La gente era colpita da noi ragazzi così giovani che stavamo marciando per una manifestazione internazionale”; toccante il commento di un alunno che, da poco arrivato in Italia, è stato felicissimo di prendere parte ad un evento di tale portata e ha esclamato: “L’Italia è un paese fantastico!”.

Una manifestazione che ha emozionato tutti quelli che vi hanno preso parte e che  resterà nei ricordi soprattutto dei ragazzi, come hanno più volte ripetuto: “È stata una cosa che non dimenticherò mai, vedere tutte quelle persone che camminavano senza sosta per la pace”, È stata davvero qualcosa che porterò sempre nel cuore per molto tempo perché mi ha insegnato quanto gli esseri umani possano darsi da fare se vogliono la pace”, “Questa marcia è una cosa che non dimenticherò mai e la racconterò un giorno ai miei figli” e ancora “E’ stato un giorno stupendo che rimarrà nel mio cuore”. Un’adesione così significativa da lasciare il segno in ognuno di questi giovani: “Mi sono sentito una persona diversa perché ho capito cosa significa la parola pace”, “Sono grato per averne fatto parte”, “Mi ha fatto riflettere su quanto è bello stare insieme agli altri”, “Ho capito che c’è ancora gente che crede e pone speranze in un mondo di pace, senza guerra e violenza, come è giusto che sia”, questi i loro commenti, parole che ci aiutano ancora a sperare davvero in un futuro migliore.

Sara Finamore

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