La ruota gira per tutti: la riflessione di una 18enne

La ruota gira per tutti. Arianna la ruota gira per tutti. E quando si ferma? Quando smette di girare che succede a chi è rimasto fermo alla prima orbita? Provate a chiederlo a tutti quei ragazzi che non riescono più a sognare per paura che non ne valga la pena, chiedetelo a chi immagina un futuro coperto da nuvoloni troppo grigi per poter vedere cosa c’è oltre, città troppo sporche di corruzione e regole che spezzano di volta in volta una piuma delle nostre ali. Chiedetelo a chi si guarda allo specchio e riesce a vedere solo un “mi hai deluso, mi aspettavo che prendessi 8 all’interrogazione di matematica”, eppure io nella vita aspiravo a scrivere storie e a raccontarle a chi per un attimo volesse chiudere gli occhi e non guardare più me, ma solo quella parte di mondo che io stessa sceglievo di vedere.
Chiedetelo a chi parla, viene ignorato, e poi finisce per soffrire di mutismo selettivo. Chiedetelo a chi abbatte i propri limiti per poi rendersi conto di non essere comunque abbastanza, anche se per me saresti abbastanza nonostante quei limiti.
Ci impongono di conoscere le formule dello spazio e del tempo, ma io in questo spazio vorrei impararci a vivere nel tempo che ho a disposizione. Perché a me della vita di Leopardi non interessa nulla, insegnatemi a gestirlo quell’infinito di cui lui aveva tanta paura, indicatemi la strada per non temere la visione che gli altri hanno di me, facendomi credere che sia quella giusta, quella definitiva, spiegatemi che Dorian Gray era solo un codardo e che ognuno di noi in realtà è sia Dr.Jekyll che Mr. Hyde.
E così rimaniamo fermi, aspettando che arrivi il nostro momento e che qualcuno prima o poi ripari quella ruota portandone una nuova. Così continuiamo ad imprigionare i nostri sogni in uno zaino pieno di insicurezza e dubbi, continuiamo a rispondere:” non ho niente, lasciami perdere” perché c’è sempre qualcuno che ci convince di aver perso davvero. Siamo una generazione che crede in valori importanti, che scende in piazza per la tutela dell’ambiente, per l’approvazione del DDL Zan, che lotta per la giustizia, per la moralità, perché forse Kant aveva ragione a definirla in quanto legge. Ma sembra che non interessi a nessuno. Nella mia classe ci potrebbero essere un musicista, un attore, un ballerino, un militare, una psicologa, un avvocato, un giornalista, siamo così pieni di vita che se ci guardi negli occhi sembra che gridino, che urlino, ma siamo obbligati a tacere anche quando vogliamo chiedere una penna al compagno accanto, anche quando non possiamo bere un caffè al bar per capire qual è il motivo per cui Cicerone credeva così tanto nella repubblica, anche quando non possiamo uscire perché per i nostri genitori non ci siamo impegnati abbastanza durante la settimana.
Cosa succede quando sei stanco di aspettare il tuo turno? Succede che non lo aspetti più, che non ci credi più, che non sogni, che perdi ogni piuma, ogni luccichio in quello sguardo ormai pieno di rammarico, succede che alla fine accetti che Leopardi consideri la natura come maligna e che Oscar Wilde abbia scritto la più grande opera di tutti i tempi. Ognuno di noi possiede la musicalità di Mozart, l’ingegno di Bernini, siamo tutti immensi ma con bagagli troppo pesanti; e aspettiamo, aspettiamo che qualcuno ci dica perché votare la sinistra e non la destra, che ci incoraggi ad intraprendere il volontariato perché la vera ricchezza è l’umiltà, aspettiamo costantemente di essere considerati per i nostri meriti o forse considerati e basta, e probabilmente…
No scusate non ho più tempo, devo capire le proprietà di iniettività altrimenti cosa ne sarà della mia vita?

Arianna Iovino

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