Casavatore, sgrida studenti in aula: docente raggiunto e picchiato sotto casa

Il Prof. Enrico Morabito è stato picchiato selvaggiamente a Casavatore in provincia di Napoli il 17 febbraio.

Alcune persone infatti lo hanno raggiunto sotto casa, hanno citofonato per farlo scendere e lo hanno aggredito. Morabito ha raccontato la tragica esperienza in un post su Facebook, mostrando le ferite, e mettendola in relazione con quanto accaduto qualche ora prima: aveva sgridato gli alunni in classe perché erano troppo rumorosi.

“Piena solidarietà al Prof. Morabito e a tutti gli insegnanti che come lui che vengono costantemente aggrediti, derisi e anche picchiati solo perchè cercano di fare il proprio dovere e insegnare il rispetto del prossimo e delle regole. Ci auguriamo che i protagonisti di questa vicenda siano raggiunti dalle forze dell’ordine. Se poi si trattasse di alcuni genitori degli alunni sgridati sarebbe ancora più grave e devastante perchè significherebbe che i cattivi esempi sono partiti proprio dal nucleo familiare” dichiara il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

Di seguito il post del docente

“Ancora una volta, oggi, si è verificata un’aggressione a danno di un docente…e mi fa ancora più rabbia e spavento il fatto che tale aggressione sia accaduta a Casavatore e che quel docente sia io. Da anni ho cercato di lavorare nel settore spettacolo ma visto il poco lavoro degli ultimi tempi ho deciso di sfruttare la mia laurea e fare qualche supplenza su Napoli e provincia. Ed ho insegnato in varie scuole per brevi supplenze, ricevendo elogi da docenti, presidi e alunni per il lavoro svolto. Negli ultimi 4 giorni ho svolto una supplenza breve, con scadenza oggi, nella scuola media in zona mia. Pensavo di essere stato fortunato. Non è stato così. Stamane ho richiamato un’intera classe, una prima media, all’ordine, dal momento che facevano chiasso disturbando di continuo la lezione. Oggi pomeriggio, alle ore 16 (giovedì), mi hanno citofonato dei tizi dichiarandosi come miei amici. Conoscevano il codice del mio citofono e persino il mio nome. Scendo. Mi chiedono se io insegnassi alla De Curtis. Dico loro che ho svolto solo un breve supplenza, non sono docente di ruolo e ho chiesto loro chi fossero. Erano in 5. Età fra 40 e 50 anni. Pieno pomeriggio. Viso scoperto. Non mi hanno dato tempo di fare altre domande che subito mi hanno aggredito verbalmente e fisicamente. Sul portone del palazzo ancora si vedono macchie del mio sangue. Ho chiamato i carabinieri e fatto denuncia Da loro è stata chiamata un’ambulanza che mi ha portato in ospedale. Per fortuna nulla di estremamente grave. Qualche cura da fare e 7 giorni di riposo. Tanta paura per me e soprattutto per mia mamma. E per fortuna che non erano armati : avrebbero potuto fare di peggio. Ho sempre pensato che la rovina dei figli sono proprio i genitori…ed è così. Ne resto deluso e schifato. Tuttavia voglio addormentarmi con la speranza che domani sia un giorno migliore fatto sempre di legalità e che il marcio che si insidia anche nelle scuole possa svanire presto”.

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