Gridas, mobilitazione no stop per salvare il centro sociale: apertura da Acer e Comune  per l’accordo

Dopo la sentenza che ha decretato abusiva l’occupazione della struttura di via Monterosa, continua senza sosta la mobilitazione della società civile per salvare il Gridas, il centro sociale di Scampia diventato negli anni presidio culturale.

Come evidenzia Repubblica Napoli si registra una prima svolta da parte di Acer, l’ex Iacp. Per il presidente David Lebro è ipotizzabile un accordo per regolarizzare la posizione del centro sociale, secondo una linea già tracciata dalla giunta de Magistris. Una vera e propria permuta che, riconoscendo la funzione sociale al Gridas come bene comune, insieme alle opere del suo fondatore Felice Pignataro, consentirebbe agli attivisti di continuare a svolgere le proprie attività nell’immobile di via Monterosa.

In tal senso il sindaco Gaetano Manfredi ha aperto un tavolo tecnico con Acer e Regione per trovare una soluzione.

Sulla vicenda si è espresso anche il presidente della Municipalità 8, l’avvocato Nicola Nardella: «Quella Sentenza che ne ignora il valore sociale è un pugno allo stomaco. La Legge ha una sua ambivalenza, ma se esiste certo una regola giuridica, deve esistere pure un principio morale a cui far riferimento. Ciò è tremendamente tragico ed io non riesco a seguire altra strada che quella della morale. Senza senno si rischia di governare un deserto».

Solidarietà al Gridas anche dal Gruppo Dignità e Bellezza, impegnato nella promozione della cultura della legalità, in particolare nel ricordo di Attilio Romanò, vittima innocente di camorra.

Appello anche dal senatore Sandro Ruotolo e dallo scrittore Maurizio De Giovanni: «Napoli non può permettersi di perdere un’istituzione culturale, un centro sociale di pubblica utilità, una storia in discontinuità».

Per l’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris: «Vietato chiudere e spegnere il Gridas, cuore pulsante dell’area nord, luogo senza confini».

Martina Pignataro, figlia di Mirella e Felice, al Manifesto ha detto: «Il tessuto sociale di Scampia resta legato al Gridas e i giovani vengono da noi per sentire Mirella raccontare com’è nato i quartiere e la nostra storia collettiva».

E mentre riparte la mobilitazione, anche in questo caso collettiva, gli avvocati studiano il ricorso.

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