“Festival di Napoli- New generation and Lirycs”: tra i finalisti Gaetano Iodice e i Napulammore

Dopo lo stop dovuto alle restrizioni Covid per le capienze a teatro, torna il 6 aprile al Teatro Sannazaro il “Festival di Napoli- New generation and Lirycs”. Il Festival è giunto alla sua VII edizione e sarà anche l’occasione per celebrare 100 anni della scomparsa di Enrico Caruso, 40 anni dalla perdita di Mario Abbate e 100 anni dalla nascita di Sergio Bruni. Tra i finalisti ci sarà la canzone “’A bbonaciorta”, scritta da Gaetano Iodice ed interpretata dal gruppo “Napulammore”. Abbiamo fatto due chiacchiere proprio con l’autore della canzone, Gaetano Iodice, per saperne di più di questa ripartenza.

Come sarà strutturato il Festival?

«Il Festival di Napoli sarà strutturato in 2 eventi, entrambi nella giornata del 6 Aprile, al teatro Sannazaro di Napoli. Il primo inizierà alle 15 in cui verrà registrato il format audio visivo, insieme a Radio Rai e alle tv locali. Il secondo evento partirà dalle 20:30 con le ospitate e il verdetto finale con i 3 vincitori. I finalisti saranno 18. Durante l’evento sarà possibile ascoltare non solo gli inediti in gara, ma anche l’interpretazione di un classico napoletano da parte degli interpreti accompagnati da un cantante lirico»

Come si possono acquistare i biglietti e quanto costano?

«Per l’acquisto dei biglietti, bisogna iscriversi all’associazione “Ania” – Associazione nazionale italiana artisti, presieduta dal direttore del Festival e direttore artistico, Massimo Abbate, figlio del cantante Mario Abbate. Il costo è di 30€ ed è possibile contattare direttamente la pagina Facebook del Festival di Napoli oppure la pagina dell’associazione Ania o i suoi redattori Mena Alfano e Massimo Abbate per poter effettuare l’acquisto».

Qualcosa in più sulla sua canzone in gara?

«La mia canzone s’intitola “’A bbonaciorta”, di cui ho scritto testo e musica. La canzone è arrangiata dal Maestro Osvaldo Caruso, chitarrista del gruppo Napulammore, i quali la eseguiranno. Il gruppo è formato appunto da Osvaldo Caruso alla chitarra, Marco Adovasio al mandolino e Francesco Santoro, voce e battenti. E’ una mia poesia scritta alcuni anni fa ed oggi fa parte del mio primo volume di versi napoletani intitolato “Parole Appassiunate”. “’A bbonaciorta” è un ragazzo innamorato e povero, pronto a disfarsi dei suoi beni più cari, una chitarra e un mandolino, per racimolare qualche soldo in più e donare all’amata nient’altro che una cena, ma non una cena qualunque, bensì consumata nel borgo di Marechiaro, accanto alla Fenestella decantata dal Di Giacomo, ritrovando in quegli attimi la gioia di vivere e di lottare, fiducioso che la “buona sorte” arriverà, pur sempre col sacrificio e l’inventiva».

Sara Finamore

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