I colori della pace nel Bosco di Capodimonte, marcia di Municipalità e studenti

Questa mattina, al Real Bosco di Capodimonte, si è tenuta la marcia per la pace in Ucraina organizzata dalla III Municipalità, guidata dal presidente Fabio Greco,  che ha coinvolto tutte le scuole del territorio,  dalle elementari agli istituti superiori. Moltissimi i bambini e i ragazzi presenti, tutti uniti per far sentire la loro voce e chiedere il dono della pace.

La marcia ha avuto come punto d’incontro la Reggia  di Capodimonte e tutte le classi hanno poi camminato insieme per raggiungere la Chiesa di San Gennaro, all’interno del Bosco.

«Noi come scuola abbiamo portato un gruppo di 95 alunni della primaria, accompagnati dalle insegnanti e canteranno in marcia la canzone “100 passi” dedicata a Peppino Impastato. Per la nostra classe terza è la prima uscita da quando hanno cominciato la scuola, quindi c’è molto entusiasmo. Siamo molto attenti alla tematica, infatti abbiamo già organizzato qualche settimana fa, all’interno del cortile del nostro istituto, una marcia per la pace in Ucraina. L’idea però di far sentire insieme a tutte le altre scuole la voce dei bambini e dei ragazzi che a volte non viene presa in considerazione, è qualcosa di molto interessante» – queste le parole di Daniela Nappa, preside dell’Istituto Comprensivo 22 “Alberto Mario” di Sant’Eframo.

Domenico Celsi, vicepreside dell’Istituto Comprensivo 20 “Villa Fleurent” di Capodichino ha accompagnato, con altre insegnanti, due classi di seconda media: “I ragazzi essendo più grandi hanno intrapreso attività a scuola per arrivare più preparati a questa marcia che risulta essere quindi la conclusione naturale di questo percorso. A scuola hanno disegnato le maschere della pace e hanno discusso sulla tematica, hanno quindi compreso l’importanza di essere qui stamattina”.

Interessante la testimonianza di Gilda Graniero, insegnante di una classe quarta della scuola primaria dell’Istituto “Papa Giovanni XXIII” del rione  Sanità che racconta di avere una bambina ucraina in classe dal primo anno: «E’ con noi da sempre e sta vivendo adesso un momento molto delicato e particolare. Tutti noi le stiamo vicino e abbiamo spiegato, per quanto possibile, tutta la situazione ai bambini che giustamente non possono comprendere le atrocità della guerra. I bambini stanno facendo dei disegni, abbiamo letto insieme degli articoli di giornale e ci aggiorniamo con i tg e questo è un motivo di forte unione, tutti vogliono starle vicino».

Sara Finamore

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